GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Prima si è adoperato per risolvere la situazione, poi per capire se il capriolo che venerdì 29 gennaio attorno alle 12 era finito, inseguito e ferito, nel giardino della scuola Marconi di Grassina, ce l'aveva fatta (poi purtroppo è morto).
Una volta superata l'emergenza della surreale situazione della battuta di caccia arrivata fin nel giardino della scuola, il preside dell'Istituto Comprensivo "Antonino Caponnetto" Marco Panti ha affidato al sito web della scuola le sue amare riflessioni sulla vicenda.
"Ci siamo trovati al centro – scrive – di un anomalo “gruppo di fuoco”. La scuola si è trovata praticamente circondata da un rilevante gruppo di cacciatori, che con giubbotti arancioni, cani latranti, fucili sguainati e spari. Inseguendo al fine di ucciderli alcuni non meglio identificati animali selvatici".
"Alunni e insegnanti sono rimasti molto scossi – dice – Soprattutto i bambini che poi hanno visto un piccolo capriolo ferito che è andato a rifugiarsi morente sotto un cespuglio nel giardino pubblico (in foto) antistante la scuola, fra essa e il parcheggio".
Infine il suo appello:"In quanto responsabile della scuola, della sicurezza dei presenti, ecologista convinto e amante della natura e degli animali, esprimo la mia più totale disapprovazione rispetto a quanto avvenuto e mi appello alle autorità del territorio affinchè questi atti sconsiderati non abbiano più in futuro a coinvolgere le nostre scuole, i cui alunni hanno il diritto di essere educati a valori del tutto diversi da quelli della morte, della caccia, delle offese al creato e alla natura".
di Redazione
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