GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – "Un bruttissimo episodio, aberrante. Abbiamo già individuato i responsabili".
A parlare è il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini, in riferimento alle scritte antisemite (corredate da numerose svastiche) comparse sul muro della casa del popolo di Grassina.
"Sono opera di un gruppetto isolato – dice Casini – ma non per questo il gesto sia da sottovalutare. Faremo un punto in settimana sulle misure da prendere. Un episodio analogo è accaduto al circolo Acli".
Fra coloro che hanno visto subito le scritte c'è Laura Franchini, consigliere comunale (e capogruppo) del Partito democratico.
"Mi è bastato leggere tre parole scritte sul muro della casa del popolo di Grassina – dice – in un piovigginoso sabato pomeriggio, per farmi sprofondare nella tristezza. Tre parole che fanno male al cuore di chi le legge".
"La prima domanda che mi sono fatta – dice – è perché? Poi mi sono chiesta se si può avere tanto buio dentro da provare soddisfazione offendendo la memoria di uomini, donne e bambini torturati ed uccisi così barbaramente. Sono persone che credono davvero in quello che scrivono? O forse è l’unico modo che hanno per sfogare le proprie frustrazioni?".
"Per non parlare poi – rimarca Franchini- del fatto che quel muro non è una semplice parete esterna, ma per molti ha rappresentato e tutt’ora rappresenta valori inscindibili come l’unità, la solidarietà, il rispetto del prossimo, l’uguaglianza, la speranza. Non posso fare a meno di esprimere la mia indignazione come cittadina e consigliere capogruppo".
Dice con grande decisione che "questi fenomeni non sono tollerabili e vanno combattuti in maniera determinata e concreta, partendo proprio dalle piccole realtà. Dobbiamo puntare sull’educazione, sull’istruzione in modo da sensibilizzare i giovanissimi, che credo, fermamente, debbano rendersi protagonisti e promotori di una nuova era fondata sul rispetto del prossimo".
"Fondamentale è, a questo proposito – ricorda – il lavoro svolto dalla Commissione per la Pace e per i Diritti di Bagno a Ripoli. Partendo proprio dalle scuole, queste meravigliose donne, diffondono in tutto il territorio ripolese quei valori e quei principi che si evincono dallo stesso articolo 3 della nostra Costituzione, che spesso alcuni dimenticano: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali"".
"Nella società globale conclude Franchini – radicalmente diversa da quella in cui sono vissuti i nostri genitori e nonni, è necessario che le istituzioni stiano al passo con i tempi e si adoperino nel favorire nuove forme di cooperazione e collaborazione tra cittadini, volte allo sviluppo condiviso di progetti finalizzati al benessere di tutta la comunità".
di Matteo Pucci
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