La rabbia di una figlia: “Mia madre truffata. Un falso avvocato le ha preso 2.500 euro”

L'allarme da Bagno a Ripoli: "Vi racconto come è stata circuita. Spero sia di aiuto per altri"

BAGNO A RIPOLI – La truffa è quella del momento, ovvero il cosiddetto "falso avvocato". Purtroppo la mamma di Alessandra e Laura, una signora 80enne che vive con il marito a Bagno a Ripoli, non la conosceva.

 

E ci è caduta vedendo sparire, oltre ai soldi, anche un pezzo di fiducia nei confronti del prossimo. Sentendosi presa in giro, violata.

 

A raccontarci quello che le è successo (e per cui è stata sporta regolare denuncia presso la Stazione dei carabinieri di Bagno a Ripoli) è una delle figlie, Alessandra: "Perché così voglio mettere in guardia, sperando che sia di aiuto ad altri".

 

Inizia il racconto: "Mercoledì 9 dicembre verso le 11.55 la mamma ha ricevuto una telefonata di una persona che si spacciava per un avvocato, diceva di essere amico di mia sorella.La cosa, visto il lavoro che fa mia sorella, era pure plausibile".

 

E qui inizia la truffa: "Le dice che mia sorella aveva subito un incidente e che siccome non aveva pagato l'assicurazione, c'era da risolvere la cosa bonariamente. Altrimenti avrebbe auvuto seri problemi con la patente, multe salate: addirittura se non si pagava entro le 12.30 due multe da 2.000 euro l'una".

 

Ovviamente la donna si è agitata, in primis chiede quali sono le condizioni di salute della figlia, se poteva parlarci: "Sua figlia sta bene – le ha detto dall'altro capo del telefono il sedicente avvocato – Ma c'è da pagare altrimenti sono guai.Quanto ha in casa?".

 

La donna, preoccupatissima, ha risposto dicendo che aveva 2.500 euro. Aveva riscosso il lunedì la pensione con la tredicesima.

 

"E' stata una cosa rapidissima – continua la figlia nel racconto – Lui le ha dato degli estremi di un numero di telefono per chiamare un… maresciallo dei carabinieri. Un numero fisso, proprio di Bagno a Ripoli. "Chiami per conferma" le ha detto, che sua figlia è in Stazione".

 

"La mamma telefona a questo numero – continua Alessandra – ma lui era rimasto in linea, non aveva messo giù. Quando lei ha digitato il numero fisso in realtà ha parlato di nuovo con quello di prima. Ma con un'altra persona, ovvero il sedicente maresciallo. Che le ha detto che la figlia stava bene ma che per la privacy non ci poteva parlare".

 

Rassicurata dall'aver parlato con un rappresentante delle forze dell'ordine, la donna mette giù. Ed ecco che richiama… l'avvocato: "Le ha detto che le avrebbe mandato a casa un ragazzo giovane per dargli i soldi. "Poi vedrà signora che siamo noi a riportarle sua figlia a casa". Il ragazzo arriva: lei gli dà i soldi e per come se li è messi in tasca gli ha pure detto: "Ma non sarà mica mica una truffa"?".

 

I soldi passano di mano e la signora si mette in macchina per andare a prendere il nipote a scuola, a Pontassieve: per strada però riflette su tutto quanto e inizia ad avere dei dubbi.

 

Che vengono dissipati da un vigile urbano all'uscita della scuola: "Si è avvicinata al vigile – dice la figlia – gli ha rivolto alcune domande, lui capisce subito che è stata truffata. E si scopre tutto".

 

Inutile dire che la donna c'è rimasta malissimo: "Soffre anche di cuore – dice la figlia – A quel punto ha chiamato me, mia sorella, ma ormai era tardi".

 

"E pensare – conclude – che l'"avvocato" ha parlato anche con il mio babbo a telefono: sono persone anziane ma in gamba. Sono stati presi dall'emotività della situazione. Spero che rendere nota quetsa cosa aiuti altri a non cadere in questa trappola".

 

di Matteo Pucci

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