GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Da qualche anno ormai in piazza Umberto I a Grassina è stata collocata la statua della Lavandaia, realizzata dal bravo artista locale Silvano Porcinai.
Dedicata al paese e alla sua storia, rappresenta un orgoglioso passato neanche poi tanto lontano.
Purtroppo fin da subito sono nati i problemi. Come ci racconta Massimo, della Gioielleria Nerdi che è la "dirimpettaia" del monumento.
“Fin dall’inizio – dice andando a ritroso – dal muro esterno che la sorregge ha iniziato a sgorgare, quasi continuamente, l’acqua. Che disperdendosi sul selciato intorno crea per i pedoni pericolose lastre di ghiaccio nei mesi invernali, mentre diventa ricettacolo di zanzare d’estate".
"Ci sono stati – continua – negli anni, svariati interventi riparatori del sistema idraulico da parte del Comune. Oltre che dal muro che la circonda sorreggendola, l’acqua a volte fuoriesce anche dalla parte superiore. Una volta un idraulico mi disse che era stato fatto male il lavoro all’inizio".
Periodicamente vengono effettuati interventi di manutenzione da parte dei tecnici comunali, e talvolta sono intervenuti i vigili in seguito a segnalazioni per controllare la situazione. Che però continua a non cambiare.
“D’estate – prosegue Massimo – l’acqua stagnante è maleodorante. Grazie anche alla maleducazione di qualcuno che vi getta carte, sigarette, gomme da masticare ed altre cose non meglio identificate".
"Almeno però – suggerisce il commerciante – potrebbero pulirla quando vi sono delle manifestazioni come la Rievocazione Storica del Venerdì Santo o le Notti Bianche estive, che portano maggiore visibilità al paese. Altrimenti sarebbe meglio tenerla vuota”.
Chi la pensa come lui è anche David, proprietario del frequentatissimo "Caffè 31" all’angolo della piazza: “C’è poco da dire. La statua è molto bella ma all’interno, al posto dell’acqua, potrebbero metterci delle piante o… un prato all’inglese".
"Anche se ogni tanto vengono a risistemarla – ammette – non fa una bella figura, la gente se ne accorge. Starebbe molto meglio vuota”.
La sensazione è che la pensino così in tanti: i grassinesi che frequentano il paese ogni giorno proprio non si spiegano perché ancora non sia stato trovato un rimedio.
Anche in questi giorni, nonostante il caldo torrido, tutt’intorno ristagna una enorme pozzanghera.
Che viene evitata dai passanti che volgono prima uno sguardo alla statua e poi abbassano gli occhi scuotendo la testa davanti all’acqua che va via.
di Silvia Rabatti
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