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lunedì 27 Giugno 2022
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    Il tour nel “fatto a mano” di Barberino Tavarnelle: una magica terza tappa

    In visita ai piccoli-grandi mondi realizzati da Francesco Bojola, Paola Giuntini, Antonella Pestelli e Antonella Gistri

    BARBERINO TAVARNELLE – Il viaggio alla scoperta dell’artigianalità di marchio chiantigiano continua il suo percorso sulle tracce di coloro che possiedono un piccolo grande tesoro tra le mani.

    Chi tesse, chi cuce, chi taglia, chi dipinge: nelle botteghe d’arte di Barberino Tavarnelle le maestranze che coltivano la tradizione innovandola realizzano veri e propri capolavori con la stoffa, la lana, la pelle, la seta.

    Ago, filo, forbici, telai e pennelli all’opera. E’ così che prende vita la creatività de gli artigiani, protagonisti del progetto “Tradizione artigiana”, promosso dal Comune, autori di manufatti unici al mondo realizzati con passione e determinazione.

    # Barberino Tavarnelle, valorizzazione degli antichi mestieri: il Comune lancia un nuovo progetto

    # Botteghe d’arte e tradizioni di famiglia: vite e lavoro intrecciati, fra passato e futuro

    La terza (e ultima) tappa dell’iniziativa promossa dalla giunta comunale, che è entrata negli atelier degli artigiani con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il ricco patrimonio di saperi e conoscenze locali in via di estinzione, ha acceso i riflettori su Francesco Bojola, Paola Giuntini, Antonella Pestelli e Antonella Gistri.  

    “Dai legami speciali con la terra chiantigiana e fiorentina – ha dichiarato l’assessora allo Sviluppo economico Tatiana Pistolesi – ai percorsi e alle esperienze che importano saperi e tradizioni di popoli e culture del mondo, alle attività, ormai rare, che portano il nome del Chianti sul palcoscenico internazionale del made in Italy”.

    “I lavori degli artigiani di Barberino Tavarnelle – aggiunge – si traducono in un bagaglio culturale, un’identità che lascia un segno indelebile nella storia passata e contemporanea, la nostra idea è quella di mostrare la loro eccezionalità per continuare ad investire sugli antichi mestieri”. 

    Una storia che si lascia toccare, indossare, passata nelle mani di grandi personaggi dello star system internazionale: come Walt Disney in visita nella città gigliata al quale la prima generazione dei pellettieri Bojola, nata all’alba del Novecento, vendette una valigia di grande pregio.

    Lo racconta fiero Francesco Bojola, mostrando una foto del produttore americano davanti al negozio fiorentino gestito dal nonno negli anni ’50. 

    Il pellettiere, alla quarta generazione, porta avanti il Dna di famiglia, e innamorato della settima arte, dà una seconda vita agli scarti di tessuto provenienti da Cinecittà e alle pelli lavorate a mano per realizzare borse, valigie, accessori nel suo negozio incastonato tra le architetture medievali del castello di Barberino Val d’Elsa.

    A due passi da lui, lungo via Francesco da Barberino, un’altra bottega d’arte.

    Una sorta di ombelico del mondo dove Paola Giuntini, artigiana del tessuto da decenni, dipinge la seta adottando e rielaborando in chiave contemporanea tecniche poco note, ispirate ai tanti viaggi compiuti in Africa, Giappone, Norvegia, Brasile, India.

    E dedicando un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale con l’utilizzo di foglie e piante locali e fibre naturali.

    Le sue stole, colorate e pregiate, i suoi arazzi che richiamano usi e costumi di terre lontane incantano per la bellezza e la commistione di stili che intrecciano e uniscono le mani dell’artigiana con quelle degli altri, in un giro intorno al globo alla ricerca delle origini, come le radici del baobab, piante accoglienti e vitali in continuo movimento.

    Restando a Barberino Val d’Elsa Antonella Pestelli, detta anche la “Signora dei Cuscini”, apre le porte del suo atelier in piazza Capocchini, rivelando un mondo di abilità.

    Da mezzo secolo investe la propria vita sulla produzione artigianale di morbidi cuscini, tutti diversi, in tessuto di alta qualità.

    Oggi arriva a realizzarne 1.000 all’anno tra i quali spicca una collezione che raffigura le basiliche di Firenze, i soggetti pittorici rinascimentali e i monumenti di Barberino Tavarnelle.

    Dai borghi antichi e i centri abitati di Barberino Tavarnelle l’artigianalità si estende in campagna, nella valle degli alpaca, tra le colline di Tignano e Barberino Val d’Elsa.

    Il tour ha messo in luce anche la passione ventennale di Antonella Gistri, alla guida di una fattoria in cui alleva i mammiferi sudamericani come fossero… figli suoi.

    Dalla lana soffice di 15 capi provenienti dal Perù realizza una vasta gamma di articoli, cappelli, sciarpe, poncho, giacche, stole, scialle, che testimonia l’amore per il Chianti e la dedizione ad una professione, quella della tessitura, che racconta la pienezza di un gesto lento e rituale, fatto di pazienza e precisione, e di una cultura al femminile che non teme lo scorrere del tempo.

    “E’ un mestiere che faccio per passione – dichiara Francesco Bojola – sono felice di portare avanti una tradizione tutta toscana che valorizza la pelle, in quanto materiale vivo e mutevole, la cura dei dettagli, la ricerca dei particolari che personalizzano e danno qualità ad ogni produzione è una specifica peculiarità del mio lavoro”.

    “Nelle sete dipinte c’è tutta la mia attitudine alla sperimentazione e alla manualità – sottolinea Paola Giuntini – è un’emozione creare opere che nascono da un lavoro di studio e ricerca imparato sul campo, arricchito dalle esperienze che mi hanno portato a conoscere tecniche di pittura dei tessuti in uso nei diversi continenti, il colore corre sulla seta e si trasforma creando disegni, forme, trasparenze e sfumature uniche e irripetibili”.

    “Ogni elemento che compone i cuscini è realizzato a mano – Antonella Pestelli– ritengo importante in questa lavorazione la scelta dei tessuti che nel mio caso hanno una funzione evocativa, narrano simboli e aspetti della cultura fiorentina”.

    “La storia della fattoria e dell’allevamento degli alpaca è nata quasi per caso, dopo essere entrata in contatto con esperienze analoghe – conclude Antonella Gistri –  ho proposto e condiviso il progetto con mio marito, quella che era stata lanciata come una scommessa singolare, creare una valle degli alpaca nel Chianti, si è trasformata in una realtà che realizza un sogno, un desiderio che oggi appassiona anche i miei figli”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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