Un uomo fuori dagli schemi: Tavarnelle dice addio, all’improvviso, a “Beppino” Ciuffi

Un inno alla libertà, una vita goduta appieno. E resa ancora più piena negli ultimi anni dal tempo trascorso con i suoi amati nipoti, i figli di Silvia e Matteo

TAVARNELLE (BARBERINO TAVARNELLE) – Ieri pomeriggio, all’improvviso, a soli 67 anni, è venuto a mancare Giuseppe Ciuffi, lasciando un vuoto incolmabile a Tavarnelle. E non solo.

Conosciuto da tutti, era un’istituzione in paese. Moltissimi coloro che sono già andati a salutarlo.

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E sicuramente domattina, quando alle 10 verrà celebrato il funerale, altrettanti – se non di più – gli diranno addio nel piazzale del Borghetto (in chiesa potranno entrare in venticinque).

All’anagrafe Giuseppe, per tutti era “Beppe” o “Beppino”. Sempre sorridente, sigaretta in bocca, “vinellino” al Caffè Italia, stile giovanile, occhiali da sole e una camminata riconoscibile tra migliaia.

Da piccolo, si vedeva già qual era la sua grande passione

Unico e fuori dagli schemi. Generoso e puntuale. Per chi conosceva aveva una battuta pronta ad hoc e con chi non conosceva si prendeva subito confidenza. Non le mandava mai a dire e con le signore gli scappava spesso un complimento (sempre in tono simpatico).

Abitava in via della Rimembranza, ma a chiunque sarà capitato di vedere la sua bella macchina (un BMW X5 blu scuro) accostata al marciapiede in via delle Fonti, dove aveva i garage con le auto e le moto e dove fino a qualche anno fa – quando è venuta a mancare – abitava la sua adorata mamma Susetta.

Beppe scherzando diceva: “Ho una puntina d’ernia, non posso lavorare”. Ma una dedizione pari ad un lavoro l’ha messa nella sua più grande passione: le quattro ruote, che acquistava sia per collezionarle che per le gare, nelle quali era fortissimo.

Insomma, un inno alla libertà, una vita goduta appieno. E resa ancora più piena negli ultimi anni dal tempo trascorso con i suoi amati nipoti, i figli di Silvia e Matteo, che spesso portava a prendere un gelato in moto.

Beppe da giovane

“Beppe passava sempre qui da noi – a parlare è Francesco Bacci, amico da una vita, titolare dell’Agraria del Chianti ai Rovai – L’ultima volta è stata sabato e ancora non ce ne facciamo una ragione che sia stata l’ultima”.

“La mattina si svegliava tardi – racconta – Arrivava verso le 11 e se dovevo fare delle consegne mi accompagnava. Dopo pranzo passava all’Mcl per il caffè e intorno alle 15.30 tornava di nuovo e rimaneva fino a sera”.

“La nostra amicizia è nata dalla passione in comune per le auto – ricorda Francesco – Aveva il gancio di traino e ogni tanto andavamo a comprare le macchine storiche ai mercatini e in nord Italia. Ovviamente guidava sempre lui”.

“Con i motori e gli attrezzi aveva una marcia in più – prosegue – Conosceva ogni modello di auto. Gli bastava mettere in moto per individuare anche un minimo guasto o problema”.

“Era altruista e disponibile – si commuove – Se gli chiedevi un favore, lo faceva subito. Nel garage aveva varie attrezzature: potevamo usarle ogni volta che ne avevamo bisogno. Con noi era un po’ permaloso, nel senso che ci teneva molto alla nostra opinione. Quando lavoravamo, diceva sempre la sua”.

Sicuramente anche adesso da lassù, dopo averci letto, Beppe dirà la sua e ci prenderà un po’ in giro. Con quel sorriso compiaciuto che noi (e molti altri) non dimenticheremo mai.

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