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mercoledì 28 Settembre 2022
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    Iacopo ci racconta la disavventura: scontro tanto forte da veder morire l’animale

    SAN QUIRICO IN COLLINA – Ancora un incidente sulle nostre strade causato da un cinghiale, e a pagarne le conseguenze stavolta è stato un giovane sedicenne, Iacopo, residente nella frazione di San Quirico, sul crinale che divide il comune di San Casciano da quello di Montespertoli.

     

    Che a bordo della sua moto 125 ha investito, lungo la Sp 81 (via Romita), un grosso esemplare sbucato improvvisamente sulla strada a poche centinaia di metri dall’ingresso del paese. Sebbene l’impatto sia stato violento, il giovane motociclista non ha per fortuna riportato gravi conseguenze.

     

    A raccontarci quanto avvenuto pochi giorni fa è proprio il giovane, che ringraziamo per averci accolto (ovviamente con il permesso dei genitori) nella sua casa dove dovrà passare ancora qualche giorno di convalescenza. Ci raggiunge zoppicante.

     

    Ciao Iacopo, come stai?

    "Ancora con qualche dolore ma tutto sommato è andata bene".

     

    Raccontaci questa disavventura.

    "Ero partito da casa intorno alle 18.30 per andare ad accompagnare un mio amico a Lucignano, quando oltrepassato il cartello stradale di San Quirico, mi è sbucato sulla strada un cinghiale".

     

    Era, un esemplare adulto?

    "Era circa 70 kg, il tempo di mettere la mano sul freno ma non è servito a nulla. Nonostante la bassa velocità, il colpo è stato incredibile, quasi come scontrarsi con un muro. Sono così caduto a terra rimanendo sempre sulla moto fermandomi a circa quindici metri di distanza, e meno male che nel frattempo non ho incrociato nessuna auto. Non ho perso coscienza, questo grazie al casco e al giubbotto con le protezioni, avevo solo un gran dolore alle caviglie e qualche escoriazione".

     

    E il cinghiale?

    "La mia paura era proprio quella di dovere fare i conti con questa bestia, ho pensato: se è ferito adesso mi raggiunge…".

     

    Ma non è stato così…

    "No, perché nell'impatto era morto. Nel frattempo sono arrivati degli automobilisti che mi hanno prestato un primo soccorso, non riuscivo a stare in piedi per il dolore alle caviglie. A quel punto è stata fatta intervenire un’ambulanza che mi ha portato al pronto soccorso dell’ospedale di Empoli, dove mi sono state fatte le radiografie scongiurando eventuali fratture, mentre la polizia municipale di Montespertoli è intervenuta per i rilievi".

     

    Tutto sommato è andata bene.

    "Le conseguenze potevano essere più gravi, adesso spero di guarire alla svelta per tornare a scuola prima possibile, mi dispiace per la moto che mi era stata comprata circa tre mesi fa, la farò rimettere. Una cosa vorrei dire ai miei amici e a tutti quelli che vanno in moto: indossate sempre il casco e la giacca con le protezioni, anche se non può sembrare il massimo dell’eleganza. Indossatela, eviterete così in caso di brutte cadute gravi conseguenze".

     

    La disavventura capitata a Iacopo e il suo appello alla prudenza, ci auguriamo possa essere utile a tutti coloro che in moto percorrono le strade del Chianti, purtroppo sempre più transitate da animali di ogni specie.

     

    A Iacopo invece, gli auguri di una pronta guarigione da tutta la redazione del Gazzettino del Chianti

    di Antonio Taddei

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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