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venerdì 19 Aprile 2024
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    Distretto Rurale del Chianti e territorio patrimonio Unesco: Gaiole si tira fuori

    Il sindaco Pescini: "Serve più approfondimento e maggiore concertazione con le aziende e i soggetti interessati"

    GAIOLE IN CHIANTI – Era una presa di posizione attesa. Che arriva alla vigilia dei festeggiamenti per i 300 anni della denominazione del Chianti Classico (a Firenze fra Palazzo Vecchio e Teatro dell'Opera) e della firma di un accordo storico fra Consorzio e amministrazioni comunali, per la nascita del Distretto Rurale del Chianti e per la candidatura del territorio a patrimonio dell'Unesco.

     

    Un documento che a questo punto sarà firmato da sette sindaci (San Casciano, Tavarnelle, Barberino Val d'Elsa, Greve in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Castellina e Radda in Chianti), ma non dal primo cittadino di Gaiole in Chianti Michele Pescini.

     

    "Gaiole in Chianti – si legge in una nota diffusa dall'ammnistrazione gaiolese – respinge l’accordo per la definizione del territorio del Chianti che sarà firmato domani, sabato 24 settembre a Firenze, in occasione dei 300 anni del Chianti Classico, dai Comuni del Chianti senese e fiorentino. A deciderlo, all'unanimità, è stato il consiglio comunale riunitosi ieri, giovedì 22 settembre, dopo aver analizzato e valutato il contenuto di un atto che ruota attorno all'utilizzo della parola Chianti e parla della costituzione di un Distretto Rurale del Chianti e del Biodistretto del Chianti, oltre al sostegno del territorio alla candidatura del Chianti come patrimonio Unesco dell’Umanità, avanzata dalla Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico".

     

    “Il consiglio comunale di Gaiole in Chianti – ha detto nel suo intervento il capogruppo consiliare di maggioranza, Gloria Sampoli – non è contraria a priori ai contenuti del documento, dalla candidatura del Chianti a Patrimonio Unesco dell’Umanità alla costituzione del Distretto rurale. A questo proposito, ricordiamo che il nostro Comune è stato fra i primi a deliberare la costituzione del Biodistretto del Chianti, nei mesi scorsi, accettando la chiusura del precedente Biodistretto del Chianti Storico, nato e incorporato nel nostro territorio. In quell’occasione, però, mettemmo anche in evidenza che il Biodistretto del Chianti non doveva avere una stretta valenza geografica, con l’auspicio che potesse diventare presto il Biodistretto della Toscana”.

     

    “Il documento sulla definizione territoriale portato all’attenzione del consiglio comunale – ha detto ancora Sampoli – non ci convince, perché dedica poche righe ad argomenti per noi fondamentali per il futuro e lo sviluppo del territorio e parla solo di confini e utilizzo della parola Chianti attribuendola a otto Comuni. Certi della rilevanza di questi temi, vogliamo coinvolgere nella discussione tutti gli attori sociali ed economici del nostro territorio, a partire dalle aziende agricole e da quelle turistico-ricettive".

     

    "Siamo uno dei Comuni del territorio di produzione del vino Chianti Classico – rivendica – e nessuno lo vuole mettere in discussione. Abbiamo sempre partecipato alle discussioni su questo territorio con convinzione e senso di appartenenza e continueremo a farlo, nell’interesse dei cittadini che rappresentiamo e di una terra così preziosa che domani festeggia un anniversario importante per la sua storia e per il suo futuro”.

     

    “Il Comune di Gaiole in Chianti – ha aggiunto il sindaco, Michele Pescini – condivide alcuni temi al centro dell’accordo, ma non i tempi e i modi con cui sono stati affrontati per giungere a questo documento, trascurando un dialogo e un confronto reale, e per noi fondamentale, con soggetti interessati e protagonisti nello sviluppo economico del nostro territorio. Non siamo certi che sia questa la sede per assumere decisioni di tale portata".

     

    "L’amministrazione comunale di Gaiole in Chianti – ha concluso il primo cittadino – ha sempre collaborato a una promozione territoriale in ottica di area e continueremo a farlo, ma oggi non ci sono le condizioni per approvare un atto che parla, in maniera per noi incompleta, di temi troppo importanti per il tessuto economico, produttivo e sociale”.

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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