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lunedì 18 Ottobre 2021
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    Chianti Classico, che annata sarà per il nostro vino-top? Lo abbiamo chiesto all’enologo Dario Parenti

    "È stata un'annata che, durante il periodo vegetativo, ha presentato molte sfide per i viticoltori. La pioggia del 28 agosto ha aiutato. Ora... vedremo"

    CHIANTI – Proprio in questi giorni, nei quali a Greve in Chianti si celebra l’Expo del Chianti Classico (oggi ultima giornata), è iniziata anche la vendemmia nei comuni del Gallo Nero.

    Il Sangiovese, vitigno di riferimento, sarà quello ad essere vendemmiato e vinificato per ultimo.

    E, come sempre si dice in questi casi, dal momento che il vino è legato a triplo filo alla natura ed agli eventi che la caratterizzano, previsioni si fanno “a uve in cantina”.

    Abbiamo però chiesto a un enologo del territorio chiantigiano, consulente anche di aziende che producono Chianti Classico, Dario Parenti, qualche anticipazione sull’annata 2021.

    E lui, molto gentilmente, non si è tirato indietro.

    Parenti, che annata sarà la 2021 per il Chianti Classico?

    “È stata un’annata che, durante il periodo vegetativo, ha presentato molte sfide per i viticoltori. La gelata tardiva dei primi di aprile ha stroncato molta della produzione a valle e, a macchia di leopardo, abbiamo visto presenza di oidio, peronospora e tignola, prima di un’annata decisamente calda e siccitosa. Fortunatamente la pioggia del 28 agosto ha idratato le piante in maniera notevolmente apprezzabile”.

    Cosa dobbiamo aspettarci dalla vendemmia? Che uva arriverà in cantina?

    “Le piogge di un paio di settimane fa hanno già migliorato quantità e qualità di varietà precoci già raccolte. Ma anche il Sangiovese, ancora sulla pianta, se ne è particolarmente giovato. Molto interessanti sono poi le bellissime escursioni termiche giorno/notte a cui stiamo assistendo in questi giorni, sono condizioni che arricchiscono molto le bacche in aromi, colore e polifenoli”.

    La prossima settimana le previsioni meteo sono un po’ incerte: possono ancora influire?

    “Sono piogge, quelle previste da metà della settimana prossima, che sarebbero state molto più utili qualche giorno fa. A metà settembre sono un’arma a doppio taglio: potrebbero aiutare un’ulteriore idratazione delle uve su suoli più drenati e sabbiosi, ma possono anche dare il via a concreti rischi di botrite. Conteranno molto il grado di maturazione e lo spessore delle bucce ma, soprattutto, durata e intensità delle piogge”.

    Che momento sta vivendo secondo lei la denominazione del Chianti Classico?

    “Un momento molto positivo, sono convinto le UGA (Unità Geografiche Aggiuntive, n.d.r.) aumenteranno ancora di più la forza identitaria delle varie zone della denominazione, così marcatamente peculiari. La conferma di un profilo cosmopolita e di livello come quello del presidente Giovanni Manetti parla poi chiaro sulle ambizioni di posizionamento e comunicazione del Consorzio. Prevedo una bella uscita da questo periodo difficile per il Gallo Nero”.

    # Giovanni Manetti (dell’azienda Fontodi) confermato alla guida del Consorzio Vino Chianti Classico

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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