spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
domenica 3 Luglio 2022
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Criptovalute, settore in pieno fermento: le ultime novità dal mondo

    Se il Bitcoin si trova a scontare qualche difficoltà, ci sono altri progetti che stanno crescendo con grande forza in tutto il globo...

    Il settore delle criptovalute è in grande fermento: se il Bitcoin si trova a scontare qualche difficoltà, ci sono altri progetti che stanno crescendo con grande forza in tutto il mondo.

    Alla situazione dei tokens si vanno ad aggiungere le novità a livello normativo che stanno arrivando in alcuni Paesi di ogni parte del globo.

    Andiamo a vedere cosa sta accadendo, anche in base a quanto riportato sul sito di riferimento in materia www.guidacriptovalute.com.

    La battaglia in atto tra i meme coins

    Il primo fenomeno da rilevare in questo momento è la lotta sviluppatasi tra i meme coins.

    Se sino a qualche mese fa il token per eccellenza in questo particolare contesto era Dogecoin, che poteva avvalersi del continuo pump and dump di Elon Musk, ormai da mesi Shiba Inu tra sottraendo appeal e sostenitori a DOGE.

    Basta infatti scrutare la classifica di CoinMarketCap per notare come la differenza in termini di capitalizzazione di mercato tra le due criptovalute sia minima. Entrambe, però, potrebbero vedere messe a repentaglio le proprie posizioni da Floki Inu.

    L’aggressiva campagna pubblicitaria di Floki Inu

    Floki è il nome del cane Shiba Inu di Elon Musk. Tanto è bastato a questo progetto per iniziare una crescita sempre più intensa.

    Resa possibile anche da una strategia di marketing molto aggressiva, che ha avuto di recente il suo epicentro nella metropolitana di Londra.

    Ove gli annunci di Floki Inu hanno però destato l’opposizione di Sian Berry, un esponente ecologista il quale ha bollato come eticamente inappropriati i cartelloni in cui si pubblicizzava questa moneta virtuale.

    La questione è ora al vaglio delle autorità competenti, che potrebbero addirittura bandire la pubblicità di criptovalute in tutto il Regno Unito.

    Ipotesi che aprirebbe un fronte larghissimo, considerato come i loghi di Bitcoin e Altcoin campeggino sulle divise da gioco di molte squadre della Premier League.

    El Salvador: dopo il corso legale ora arriva una Bitcoin City

    Dal mese di settembre il Bitcoin ha corso legale in El Salvador. Ciò vuol dire che c’è l’obbligo di accettarlo per i pagamenti di prodotti e servizi, anche se poi ad osservarlo è una minoranza.

    Il provvedimento preso da Nayib Bukele ha destato la contrarietà del Fondo Monetario Internazionale, tra gli altri.

    Le polemiche sono ora destinate ad essere rinfocolate dall’annuncio di un Bitcoin Bond statale da un miliardo di dollari, il quale dovrebbe andare a finanziare la costruzione di una città incentrata su BTC nei pressi di un vulcano.

    Le obbligazioni in questione, però, sono state bollate alla stregua di spazzatura da Moody’s, che aveva già declassato i bond salvadoregni proprio indicando nel corso legale del Bitcoin un motivo di ulteriore debolezza del Paese.

    La Svezia chiede il bando delle criptovalute

    Nelle ultime ore, si sta diffondendo una notizia tale da sollevare grandi preoccupazioni nei criptofans.

    La Svezia, infatti, ha chiesto all’Unione Europea il bando del denaro digitale. Il motivo della richiesta è da individuare nel fatto che il mining e i processi che avvengono con l’utilizzo di tecnologia blockchain avrebbero effetti negativi sul clima.

    Se si considera come già la Cina abbia bandito il mining, la richiesta svedese potrebbe avere conseguenze nefaste per l’intero settore.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...