mercoledì 14 Aprile 2021
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    I sindaci agli imprenditori di Life in Chianti: “Irrispettosi e ciechi di fronte alla pandemia”

    Durissima replica dei sindaci di sei comuni chiantigiani alla lettera aperta dell'associazione di imprese del settore ricettivo, della ristorazione, dell'accoglienza

    CHIANTI – Una reazione durissima. Collettiva. Senza mezzi toni. 

    E’ quella dei sindaci dei comuni del Chianti fiorentino e senese (tranne Gaiole in Chianti) di fronte alla lettera aperta del gruppo di imprenditori dell’associazione Life in Chianti.

    Associazione con cuore a Greve in Chianti e associati in quasi tutti i comuni chiantigiani.

    # Imprenditori chiantigiani: “Non condividiamo norme anti Covid che non producono risultati”

    “Siamo letteralmente sconcertati dalle affermazioni dell’Associazione Life in Chianti che destabilizzano e disorientano le nostre comunità istigando al non rispetto delle norme e al non utilizzo degli unici strumenti di protezione individuale di cui ad oggi disponiamo in attesa della vaccinazione di massa”.

    I sindaci dell’Ambito Turistico Chianti Paolo Sottani (Greve in Chianti), Marcello Bonechi (Castellina in Chianti), Roberto Ciappi (San Casciano), Pierpaolo Mugnaini (Radda in Chianti), David Baroncelli (Barberino Tavarnelle) e Fabrizio Nepi (Castelnuovo Berardenga) rispondono alla lettera aperta dell’associazione fondata da un gruppo di ristoratori e strutture ricettive del Chianti.

    “Quando si arriva a negare la necessità di adottare la mascherina e le altre misure di tutela e prevenzione come il distanziamento sociale, affermazioni che valuteremo anche con strumenti diversi – dicono i sindaci – vuol dire che, a distanza di un anno, chiusi in una condizione di cecità intollerabile, non si è ancora compresa la drammatica realtà nella quale ci troviamo. Non si vuole acquisire consapevolezza della portata dell’emergenza sanitaria che è pandemica e non solo chiantigiana”. 

    “E’ una crisi – riprendono – che investe tutti trasversalmente e ha portato, anche con l’impennata degli ultimi mesi, le nostre strutture sanitarie al collasso, come del resto, il personale medico e infermieristico, oggi allo stremo delle forze, schiacciato da un carico psico-fisico intollerabile”.

    “Ogni settimana – proseguono i primi cittadini – si riduce il numero dei posti letto necessario a gestire le attività ordinarie degli ospedali, già in emergenza, per creare spazi atti ad accogliere reparti Covid. Gli ospedali dell’ASL Toscana Centro sono ormai completamente occupati e la curva pandemica continua a crescere”. 

    “E voi dell’associazione Life in Chianti, citiamo parole testuali – incalzano i sindaci – affermate di non condividere “tutte le norme di ordine pubblico, e di restrizione della libertà personale, che hanno dimostrato di non produrre risultati tangibili, ed anzi costringono le persone a restare chiusi in casa, mostrando il fianco a focolai difficilmente gestibili”? Speriamo, e ci auguriamo con tutto il cuore, che si tratti di un pesce di aprile in ritardo, seppur di cattivo gusto e assolutamente inopportuno”.

    “Altrimenti – rincarano – davvero, facciamo fatica a ritenere degne di attenzione le considerazioni, le proposte e le finalità stesse con cui è nata tale associazione. Ci domandiamo se qualcuno dei componenti abbia mai visto un reparto Covid o un reparto di cure intensive per malati Covid”.

    “Questa è la realtà che ci troviamo ad affrontare – continuano – attestata dai dati giornalieri che registrano un aumento della curva epidemiologica. Anche oggi in Toscana si rilevano molti casi con una costante crescita del rapporto di casi su 100.000 abitanti. Nella data odierna in Città Metropolitana abbiamo un rapporto di di 318,23 rispetto al limite di 250 per 100.000 abitanti. Giovedì 18 marzo era a 177 per 100.000 abitanti.  Si sta ancora crescendo e la curva del contagio non si è ancora fermata”.

    “Siamo certamente consapevoli – tengono a dire – che, dopo un anno di pandemia, numerose sono le attività attive nel settore turistico-ricettivo che versano in condizioni di difficoltà e non scorgono prospettive per il futuro. In favore di un’operazione di rilancio e dell’attivazione di interventi di sostegno ci confrontiamo periodicamente con le associazioni di categorie. Rinnoviamo la nostra solidarietà e il nostro impegno nell’affiancare con misure adeguate e mirate le esigenze che esprime il comparto turistico”.

    “Siamo disponibili e aperti ad ogni richiesta di confronto – puntualizzano – purché basato su rapporti diretti e trasparenti con interlocutori seri, affidabili e rispettosi delle leggi. Crediamo che le soluzioni alle criticità e ai momenti complessi si trovino nel lavoro di rete che fa leva sulla professionalità e la correttezza delle posizioni”.

    “Avvieremo a breve anche un tavolo per affrontare e stabilire le possibili ulteriori azioni da mettere in atto – anticipano -ma non possiamo confrontarci con chi rilascia affermazioni di questo tipo che inducono all’inosservanza delle disposizioni governative, causando smarrimento nelle persone e diffondendo considerazioni che incitano a compiere azioni illecite”.

    “Mentre ci affanniamo a chiedere un deciso potenziamento di interventi e controlli da parte delle forze dell’ordine – concludono – leggiamo che la soluzione è disubbidire alle norme. Come poter intraprendere un dialogo costruttivo con l’associazione dalla quale ci aspetteremmo un atteggiamento collaborativo e non negazionista e irresponsabile?”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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