Greve, VIVA non arretra e rilancia: “La Corte dei Conti contesta i consuntivi dal 2017 al 2022”

Il gruppo consiliare di opposizione, che aveva parlato di "Comune al collasso", non indietreggia di fronte alla replica del sindaco: "Finge di non capire cosa diciamo"

GREVE IN CHIANTI – Non arretra il gruppo di opposizione VIVA-Cittadini per Greve in Chianti.

E sulla situazione finanziaria del Comune grevigiano rilancia: “Il Comune di Greve in Chianti è al collasso e la Corte dei Conti contesta i consuntivi dal 2017 al 2022”.

“Il sindaco – dicono dal gruppo di opposizione, che in consiglio comunale è rappresentato da Fabio Baldi e Antonella Mizzau – in risposta alla nostra denuncia finge di non capire che cosa volevamo dire con “un Comune al collasso”; ma questo lo sanno bene i cittadini e cerchiamo di spiegarglielo ancora una volta”.

“Ecco – spiega VIVA – cosa vuol dire per noi “Comune al collasso”. La scuola di Panzano chiusa dal 2021 che riaprirà nel 2026, quella di Greve che chiuderà per metà aule a settembre per chissà quanto tempo, il Palazzetto dello Sport di Strada in Chianti chiuso da un anno, la piscina con lavori ancora da avviare da quattro anni, gli immobili di proprietà pubblica a Panzano quasi tutti inagibili (Limonaia, Centro Civico, scuola, campo sportivo riaperto in parte)”.

“Greve in Chianti, un Comune al collasso: 4 milioni in cassa e non si fa nemmeno la manutenzione”

Il sindaco Sottani replica a VIVA: “Comune di Greve al collasso? Non sanno neanche cosa dicono”

“Una buona amministrazione – rilanciano da VIVA – deve garantire servizi essenziali come idonei edifici scolastici, impianti sportivi funzionanti, giardini pubblici con giochi adeguati e magari anche il taglio dell’erba. Un Comune che non riesce a fare questo è al collasso organizzativo anche e soprattutto se ha le casse piene di risorse che non riesce a spendere perché non riesce a progettare (solo un progetto finanziato dal PNRR ma su progettazione privata), non riesce ad appaltare ( parcheggi vari), non riesce a riscuotere ( 5,6 milioni lasciati a garantire crediti di dubbia esigibilità per IMU, multe, Tari, mensa, trasporti scolastici), né a gestire servizi essenziali (ad esempio la presenza della polizia locale sul territorio)”.

“E’ al collasso – incalzano – perché la gestione del Comune non è solo una questione contabile e non abbiamo parlato di dissesto: la contabilità però deve essere al servizio del buon funzionamento dell’ente. E’ al collasso perché non assume personale spesso in ruoli essenziali per garantire i servizi per i cittadini ed il funzionamento complessivo del Comune”.

“E per capire cosa significa questo ulteriore problema – puntualizziano – occorre entrare nel merito di quello che emerge dalle contestazioni che la Corte dei Conti ha fatto al Comune a partire dal novembre 2022”.

“Sono stati contestati – aggiungono da VIVA – presunti errori nei consuntivi degli anni 2017, 2018 e 2019, anche se l’analisi critica è iniziata dai conti del 2013. Gli errori di cui parla la Corte sono sicuramente stati fatti in buona fede, saranno dovuti a fretta ed a mancanza di continuità nell’attività degli uffici preposti”.

“Quanto accaduto – riprendono – si spiega, secondo noi, anche con il fatto che dal 2017 ad oggi il Comune ha avuto ben quattro ragionieri generali che uno dopo l’altro se ne sono andati: spesso quel posto è stato di fatto vacante e in alcuni casi forse non ci sono stati passaggi di consegne in questo ruolo fondamentale”.

“E non si dica che il Comune non poteva assumere – rincarano – perché dall’aprile 2020 le assunzioni sono sostanzialmente libere e per i ruoli di vertice non ci sono stati mai blocchi. La Corte dei Conti della Toscana, dopo 7 mesi di istruttoria fatta di relazioni e controrelazioni, incontri e discussioni in cui si è analizzata la veridicità dei conti comunali, ha ingiunto al Comune di rivotare il 15 giugno 2023, sei bilanci e speriamo che questo basti”.

“E’ vero che i controlli della Corte sono pignoli e formali – ammettono – ma sono controlli che sappiamo esserci per legge ed Il quadro che emerge dalle contestazioni della Corte, dalle ammissioni del Comune e dall’esame delle cifre di sei anni di gestione è davvero preoccupante”.

“Nei bilanci dal 2017 ad oggi – sottolineano da VIVA – vediamo aumentare in maniera esponenziale due dati contabili rilevanti per la valutazione politica: l’avanzo complessivo che passa dai circa sei milioni del 2017, ai 7,5 milioni del 2018 e del 2019 agli 11,5 milioni del 2022; i fondi accantonati per i crediti di dubbia esigibilità (ovvero soldi pagati dai cittadini e dalle imprese bloccati perché altri cittadini o imprese non pagano Tari, Imu, tariffe per servizi) che invece passano da 3,4 milioni del 2017 ai 3,7 del 2018, 4,3 del 2019 ai 5,6 del 2022. A queste vanno aggiunte le multe non riscosse dall’Unione”.

“In parallelo invece – concludono – i soldi non spesi per fare opere, manutenzioni, servizi passa da poco più di un milione a ben 4,5 del 2022. Se non è collasso, organizzativo, questo… . Nelle Commissioni chieste, che si svolgeranno in questi giorni, faremo proposte per migliorare i servizi del Comune, come abbiamo sempre fatto inascoltati durante tutta la legislatura”.

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