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lunedì 15 Agosto 2022
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    “L’assessore Paolo Stecchi è male informato sui fatti che riguardano Metaenergia”

    "Mi convinco sempre più che viviamo tempi oscuri, caratterizzati da inquietudini, paure, effetti mediatici che distorcono la realtà dei fatti. I sei errori dell'assessore"

    Leggo l’articolo del 11 agosto 2020 sul Gazzettino dedicato ad un intervento dell’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Greve sulla vicenda della centrale elettrica di METAENERGIA.

    Mi convinco sempre più che viviamo tempi oscuri, caratterizzati da inquietudini, paure, effetti mediatici che distorcono la realtà dei fatti.

    # Centrale a Testi: l’assessore ai lavori pubblici Paolo Stecchi ripercorre la vicenda Metaenergia

    Perché la ricostruzione fatta dall’Assessore è completamente sbagliata ed evidentemente è stato informato male sui fatti che riguardano la società METAENERGIA, e non poteva essere altrimenti visto che non si è mai interessato della vicenda fino ad ora.

    Premetto subito che il mio intervento, come quelli precedenti, esula da qualsiasi appartenenza politica e si limita solo a contestare fatti incontrovertibili.

    Prima errore. Leggo dall’articolo: “Un Polo produttivo di eccellenza che prevedeva la realizzazione di un Termovalorizzatore e di una Centrale a Turbogas che dovevano servire allo stabilimento Sacci per continuare a sopravvivere”.

    Né il prospettato termovalorizzatore né la centrale VOLTA erano stati concepiti per far sopravvivere il cementificio.

    Il primo doveva bruciare in una caldaia i rifiuti solidi urbani di vari comuni, producendo una certa quantità di energia elettrica con una turbina a vapore da immettere in rete o parzialmente anche verso il cementificio (di questo aspetto non sono a conoscenza).

    La seconda ha utilizzato per alcuni anni una turbina a gas e una turbina a vapore per produrre energia elettrica da destinare alla rete e parzialmente al cementificio.

    L’autoproduzione di energia elettrica non è condizione essenziale per far sopravvivere un’attività come quella del cementificio, anzi in certe circostanze è più conveniente prelevare dalla rete elettrica, come è accaduto con la centrale VOLTA costretta alla dismissione per la non redditività del prezzo di vendita del KWh: ciò vuol dire che può essere più conveniente acquistare l’energia elettrica dai produttori che autoprodurla e venderla in borsa.

    E’ sufficiente pensare che il costo di investimento della centrale VOLTA, circa 30 milioni di euro, aveva bisogno di un ritorno economico realizzabile solo vendendo energia in borsa a prezzi vantaggiosi, non certo a prezzi privilegiati con il cementificio.

    Secondo errore. Leggo dall’articolo : “La Centrale a Turbogas – rimarca – avrebbe dovuto alimentare sia il Termovalorizzatore che lo stabilimento della Sacci”.

    Come ho detto la centrale VOLTA era nata per fare economie in grado di ammortizzare nel breve periodo (10/15 anni) il costo di 30 milioni di euro e cominciare a produrre utili, non certo ad alimentare elettricamente un termovalorizzatore che si alimenta da solo visto che l’energia elettrica l’avrebbe prodotta e l’avrebbe venduta alla rete.

    Inoltre il fatto che il cementificio fosse collegato alla centrale non ha escluso assolutamente la possibilità di alimentarsi dalla rete, cosa che poteva fare tecnicamente e lo ha fatto tutte le volte che la centrale VOLTA si fermava per la non convenienza nella produzione di energia.

    A proposito di questa questione invito gli scettici ad informarsi su quanti cementifici in Italia e nel mondo hanno realizzato una centrale elettrica come quella di VOLTA nel polo di Testi “per sopravvivere”: se qualcuno ha notizie fatemi sapere.

    L’affermazione che “al contrario la Centrale prevista da Metaenergia nascerebbe per servire solo a sé stessa” è del tutto priva di fondamento, perché l’intervento è catalogabile come di pubblica utilità in quanto va a beneficio della collettività in termini di stabilità della rete, disponibilità di energia elettrica per il territorio e incremento futuro delle energie rinnovabili.
    Terzo errore.

    Leggo dall’articolo:“La Centrale a Turbogas – risponde l’assessore – è stata smantellata e dal Piano Interprovinciale dei Rifiuti è stata cancellata l’ipotesi di costruzione del Termovalorizzatore prevista nell’area di Testi, facendo così di fatto perdere validità al Protocollo d’Intesa del 2007″.

    La centrale VOLTA è stata smantellata casualmente solo per volontà della proprietà che ha preso questa decisione, non per altre decisioni pubbliche, in caso contrario sarebbe ancora in marcia e la sua attività non si sarebbe fermata assolutamente con lo scadere della convenzione come dice l’assessore, ma avrebbe proseguito fino alla fine della vita utile dell’impianto per ottenere quelle economie previste nel business plan.

    La cancellazione del progetto del Termovalorizzatore non ha niente a che fare con la centrale VOLTA, perché il primo aveva un interesse pubblico, la seconda, essendo privata, quello di fare utili.

    Quarto errore. Leggo dall’articolo: “Ad oggi – viene all’attualità – Metanergia ha in mano una Convenzione, valida fino al 2022, che prevede la costruzione di una Centrale a Turbogas al servizio di un Termovalorizzatore, che non sarà più realizzato, e dello stabilimento della Sacci ora Buzzi che purtroppo in questo momento è fermo”.

    La società METAENERGIA ha in mano una convenzione insieme al Comune, non dimentichiamolo, il quale ha confermato nel proprio piano regolatore la destinazione industriale ad uso centrale elettrica di quell’area.

    Come ribadito dalla sentenza del TAR che ha bocciato la richiesta del Comune, la convenzione è attiva e il Comune non è autorizzato a pretendere gli oneri di mitigazione con il pagamento di somme di denaro equivalenti ma richiedendo l’esecuzione delle opere previste nel progetto originario.

    Quinto errore. Leggo dall’articolo: “Metaenergia non ha mai voluto e non vuole ad oggi realizzare una Centrale come quella che era stata autorizzata”.

    Evidentemente l’assessore non ha ancora capito la differenza fra produrre energia elettrica in funzione della borsa elettrica (VOLTA) e la produzione e messa a disposizione di potenza elettrica per la sicurezza nazionale (METAENERGIA).

    Sesto errore. Leggo dall’articolo: “Solo dopo che il Tribunale Amministrativo della Toscana e la Regione Toscana hanno dato ragione agli uffici Tecnici del Comune di Greve in Chianti, Metaenergia ha presentato in data 3 ottobre 2019 variante al piano attuativo”.

    L’assessore dovrebbe sapere che la Regione Toscana, nel corso del procedimento per il rilascio dell’Autorizzazione Unica alla costruzione, non esprime alcuna parere per legge, ma si limita solamente a recepire i pareri degli altri Enti, che guarda caso sono stati tutti positivi, compreso il Comune di San Casciano che non si è espresso: unico parere contrario quello del Comune di Greve in Chianti per motivi prettamente “tecnici”.

    Per superare questo diniego METAENERGIA ha presentato la variante al piano attuativo come richiesto dal Comune di Greve in Chianti ed ha iniziato una nuova procedura per il rilascio della Autorizzazione Unica in Regione.

    Giordano Bindi

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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