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domenica 25 Settembre 2022
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    Lettera del sindaco ad assessore regionale e direzione Azienda sanitaria

    GREVE IN CHIANTI – Stop alle iniezioni al distretto sanitario di Greve in Chianti: e quei cittadini che da anni usufruivano di un servizio divenuto ormai indispensabile si sono trovati a dover ovviare alla sua soppressione.

     

    Verrebbe quasi da dire che si è destinati a tornare ai tempi in cui, soprattutto nei nostri paesi, c'erano quelle signore che andavano nelle case a fare… le "punture".

     

    Intanto però la questione è davvero infuocata, tanto da convincere il sindaco grevigiano Alberto Bencistà a scrivere all'assessore regionale alla sanità Luigi Marroni e ai vertici fiorentini dell'Azienda sanitaria.

     

    Con la consapevolezza, dice subito il sindaco, che questo disservizi probabilmente "riguarda anche i distretti di altri comuni"

     

    "Per molti anni – scrive Bencistà – le addette al servizio infiermieristico, che svolgono un'attività altamente apprezzata per l'impegno profuso e la professionalità dimostrata, hanno svolto anche un ulteriore servizio presso gli ambulatori del distretto".

     

    "Quello – scrive per l'appunto il sindaco – di fare le iniezioni, dietro prescrizione medica, ai pazienti che si presentano al distretto per farsi iniettare medicinali, spesso molto costosi o difficili da preparare. E che in alcuni casi devono essere assunti per lunghissimi periodi".

     

    "Da alcuni mesi – e qui si entra nella questione – questo servizio è stato interrotto; non perché manchi il personale o lo spazio per svolgerlo bensì perché, mi dicono, la Asl con una circolare interna ha proibito alle operatrici di continuare a svolgere questa attività molto apprezzata dai cittadini che ne avevano bisogno".

     

    "Venendo a mancare questo servizio – scrive ancora il sindaco – i pazienti, spesso anziani, si devono rivolgere a personale sicuramente meno qualificato degli infermieri professionali della Asl, in condizioni operativi sicuramente più disagiate e spesso con ulteriori costi a carico di cittadini bisognosi di cure".

     

    "Quando il servizio fu interrotto – conclude Bencistà – fu promessa una soluzione a breve attraverso un'autocertificazione da presentare da parte del cittadino-utente. Ad oggi purtroppo questa risposta non è arrivate nonostante molte sollecitazioni rivolte allo stesso distretto come pure all'Urp della Asl e a Ponte a Niccheri. Alcuni pazienti hanno avuto risposte individuali ma il problema resta per la generalità dei richiedenti. Per questo, sono a richiedere di intervenire quanto prima".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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