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sabato 13 Agosto 2022
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    Sulla centrale di Metaenergia a Testi è scontro Lega-Pd. Elisa Tozzi ai Dem: “Le responsabilità politiche restano”

    La responsabile Enti Locali per Lega Toscana-Salvini Premier al Partito democratico: "Anche dinanzi ad episodi come questo, le persone si stanno sempre più accorgendo della vostra inadeguatezza"

    GREVE IN CHIANTI – Ormai è scontro politico: da un lato la Lega, con la responsabile Enti Locali per Lega Toscana-Salvini Premier Elisa Tozzi; dall’altro il Pd.

    Al centro la centrale che Metaenergia vorrebbe costruire nel polo cementizio di Testi, con tutte le questioni che sta sollevando. E la contrarietà della stragrande maggioranza del territorio, a partire dall’amministrazione comunale grevigiana.

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    “La Lega a Greve in Chianti c’è – inizia Tozzi – elezioni regionali o meno. Al segretario comunale del Pd grevigiano, Tommaso Cecchi, rispondo la Lega è presente sul territorio. Ed i risultati elettorali dimostrano che a livello locale possiamo essere forza alternativa di Governo, nonché interlocutori per tutti coloro che spesso, anche per timore, continuano a nascondere un dissenso che si manifesta solo dentro la cabina elettorale”.

    “Vecchia o attuale dirigenza del Partito democratico – incalza – siamo fermamente convinti che il vostro tempo in Toscana sia scaduto e che, anche dinanzi ad episodi come questo, le persone si stiano sempre più accorgendo della vostra inadeguatezza”.

    “Per andare nello specifico circa la questione centrale a Testi – riprende – è opportuno ricordare che chi approvò la centrale di Volta aveva lo stesso colore politico, gli stessi orientamenti di chi amministra ora: una giunta di centrosinistra con un Sindaco che aveva una precisa appartenenza politica: la Margherita. Stessa formazione a cui allora apparteneva l’attuale sindaco Paolo Sottani, oppure ci siamo persi qualcosa?”.

    “Si dice che il progetto Volta era migliore – continua Tozzi – perchè era a sostegno dello stabilimento Sacci e quindi voleva tutelare gli 80 lavoratori di Testi. In realtà allora gli operai erano più di 100 e quello di Volta era un progetto che non aveva niente a che vedere con la Sacci, se non che Volta srl è stato uno dei tanti investimenti sbagliati fatti dalla famiglia Federici (i proprietari romani di Sacci) che hanno seppellito sotto una montagna di milioni di debiti la storia centenaria di Testi. La società è fallita da qualche anno, i suoi curatori fallimentari hanno svenduto lo stabilimento di Testi con i suoi operai, a Cementir, poi tutto è passato ad Italcementi, ora a Buzzi. Domani a chi?”.

    “E’ singolare – dice ancora Tozzi – che il Pd di Greve in Chianti non spenda una parola in questi giorni a sostegno degli operai dello stabilimento di Testi, in crisi e con grossi rischi di chiusura. Già nel 2008/2009 aver approvato quel progetto, nella sostanza molto più impattante di quello di oggi, era un bel colpo al futuro della Sacci per il problema rumore in primo luogo: infatti un accertamento di Arpat portò già ad una chiusura”.

    “Poi in quell’area – rammenta – quello stesso Pd a livello provinciale nel piano triennale dei rifiuti, aveva previsto un inceneritore e ci metteva pure con una variante urbanistica una centrale a Turbogas che doveva produrre energia elettrica da immettere in rete non da cedere allo stabilimento, perché lo stabilimento l’energia elettrica ce l’aveva già da sempre”.

    “Infatti, se era a sostegno dello stabilimento Sacci, come dice il segretario Dem, perchè la turbogas ha chiuso quasi subito quando lo stabilimento era ancora in piena produzione?”, domanda Tozzi.

    “E’ noto a tutti a Greve in Chianti – punzecchia – che la fazione della sinistra che ora controlla il PD, è erede diretta di quello stesso gruppo di potere che nel 2008/2009 controllava il Comune e che oggi piange lacrime di coccodrillo. E poi perché gli organi tecnici regionali hanno già approvato tutto? Perchè non si è chiesto l’intervento dell’assessore regionale competente?”.

    “Le responsabilità politiche di un partito sono collettive – specifica Tozzi – e non vale dire che i dirigenti di oggi sono nuovi: se c’è discontinuità lo si dica, si denuncino da parte del Pd di ora le responsabilità di chi amministrava e gestiva allora. Non si cerchi di sviare il discorso dicendo che quello di Volta era un buon progetto, perchè se così fosse, quello di oggi è meno peggio di sicuro: quindi questo ragionamento non serve a motivare le ragioni del no di fronte ad un qualsiasi giudice amministrativo”.

    “Ma dopo aver messo in evidenza le responsabilità politiche – conclude – perché questo serve a tutti i cittadini ad avere le idee chiare, occorre una grande mobilitazione politica locale e nazionale bipartisan e noi ci saremo, con i nostri rappresentanti locali, regionali, nazionali”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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