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lunedì 4 Marzo 2024
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    Chianti e rifiuti: cancellata per sempre la previsione dell’inceneritore a Testi

    Si chiude con una decisione unanime un lungo capitolo che ha caratterizzato anche la politica chiantigiana per anni

    GREVE IN CHIANTI-SAN CASCIANO – L'impianto di Testi, che sarebbe dovuto sorgere nell'area del cementificio Cementir Sacci (in foto) è stato eliminato dalla programmazione dell'ambito territoriale di Firenze, Prato e Pistoia.

     

    La posizione portata avanti dai Comuni di Greve e San Casciano, insieme ai comuni di Tavarnelle, Scandicci, Bagno a Ripoli e Impruneta, ha ottenuto il consenso ufficiale dell'Ato Toscana Centro.

     

    La volontà è stata sancita dal voto unanime dell'Assemblea dei comuni soci dell'Autorità d'Ambito per la gestione dei Rifiuti, costituita dalle amministrazioni comprese nelle aree di Firenze, Prato e Pistoia.

     

    Per i sindaci Paolo Sottani e Massimiliano Pescini il percorso dell'impianto di Testi è analogo a quello del termovalorizzatore di Selvapiana nel comune di Rufina, che peraltro era in fase di progettazione esecutiva avanzata ed è stato tolto dalla programmazione regionale e di ambito dall'inizio di quest'anno.

     

    “Le dimensioni ridotte – dichiarano i sindaci – e il momento in cui sono stati concepiti, caratterizzati da minori capacità del ciclo di rifiuti, rendono questi impianti non più attuali. Si tratta di programmazioni che corrispondono ad un mondo che non c'è più sia dal punto di vista del livello della raccolta differenziata sia per i soggetti gestori e le società che hanno ambiti più vasti. Per questa ragione si avverte la necessità di una programmazione di impianti più ampia ed economicamente sostenibile, in grado di coprire tutto il territorio di competenza dell'Ato Toscana Centro”.

     

    I sindaci demandano il raggiungimento di questo obiettivo al lavoro proficuo svolto negli anni dalle pubbliche amministrazioni.

     

    “E' senza dubbio – proseguono – un risultato collegiale, frutto di un lavoro di collaborazione e condivisione degli obiettivi che i Comuni ex Safi hanno cucito gradatamente con gli enti competenti, Ato e Regione Toscana. Stiamo parlando di tutti i comuni dell'area vasta attraverso i quali è stato sancito un parere, noto da tempo, che ha permesso l'anticipazione dell'eliminazione dell'impianto, prevista nel 2018. Ciò che ha contraddistinto l'opera delle amministrazioni comunali è la tenacia, determinata anche dal processo di fusione Safi-Quadrifogio e da quella di Quadrifoglio con altre società tra cui Publiservizi, Asm e Cis”.

     

    “Vince la collaborazione istituzionale – concludono i sindaci – degli enti ai quali spetta il compito di programmare e decidere per il bene e il futuro del territorio. Non è con lo scontro ma con il dialogo che si raggiungono risultati positivi per le comunità”.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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