VIVA-Cittadini per Greve in Chianti: “Ecco tutti i veri motivi per cui Greve è una Città… Slow”

Fabio Baldi e Simone Secchi: "Scuola di Panzano chiusa da un anno e mezzo; piscina con il tetto che fa acqua; Palazzetto Strada chiuso; campo di calcio di Panzano inagibile..."

GREVE IN CHIANTI – “Greve in Chianti è un paese davvero slow”: lo dicono Fabio Baldi e Simone Secchi, consiglieri comunali di opposizione (VIVA-Cittadini per Greve in Chianti).

“Sappiamo bene tutti – dicono – è da tempo “Città Slow”, Montefioralle è il “Borgo più Bello d’Italia” e tutti siamo contenti di queste medaglie che il Comune si mette sul petto”.

“Ma gli amministratori di Greve in Chianti hanno capito bene qual è il significato letterale in italiano della parola inglese slow – incalzano – Slow in inglese vuol dire lento: e così l’amministrazione comunale per restare nei parametri delle città slow ha ben pensato da tempo ormai di andare lentamente nella sua attività amministrativa”.

E, da qui, parte un lungo elenco da parte dei consiglieri comunali.

“La scuola di Panzano – iniziano Baldi e Secchi – è chiusa ormai da un anno e mezzo ed ancora si deve avviare la procedura d’appalto dei lavori. Basteranno 2.500.000 di euro  per rimettere a posto un vecchio edificio cadente? Con gli stessi soldi noi abbiamo proposto di farne una nuova. Intanto è caduto il tetto dell’edificio accanto: mai fatta manutenzione?”

“Alla scuola elementare di Greve in Chianti – proseguono – per rifare il tetto dell’aula di informatica ci sono voluti due anni. E intanto i bambini sono stati nelle aule accanto; la piscina comunale ha il tetto, non la vasca, che fa acqua da tutte le parti: i lavori sono stati appaltati a fine 2019 ed ancora non sono partiti”.

Il tetto crollato a Panzano

E ancora: “Il Palazzetto dello Sport di Strada in Chianti è chiuso: chissà quanto ci vorrà a farlo riaprire; il campo sportivo in sintetico è in rifacimento da mesi; il campo di calcio di Panzano è inagibile, così pure quello di Dudda. Le squadre amatoriali devono affittare i campi di calcio a Firenze”.

E’ un elenco lunghissimo quello dei due consiglieri comunali di opposizione: “Via 1° Maggio è stata asfaltata nella maniera più ridicola che si poteva fare: anche qualche fan di questa amministrazione è rimasto inorridito sui social, andate a vederla è davvero originale”.

“Il parcheggio di piazza della Resistenza – rincarano – doveva essere finito a febbraio 2022: ancora mancano l’ascensore ed i bagni pubblici e non sembrano essere stati risolti i problemi; i giardini pubblici ed i parchi giochi sono spesso campi arati”.

“E poi – incalzano – c’è il capitolo delle cose promesse da decenni e nemmeno progettate: le piste ciclabili Greti Greve e Strada La Martellina. Qui siamo appena all’incarico della progettazione”.

“L’illuminazione a LED – continuano – i rincari di questi giorni stanno dissanguando il Comune quando il Comune ha un contratto, che dir fatto male è essere benevoli, con la Enel Sole costosissimo ma si fa un altro Project financing (lungo e costoso) per una scelta, quella dell’illuminazione pubblica a LED che poteva essere fatta sette anni fa con la semplice adesione ad una convenzione Consip”.

“Potremmo continuare all’infinito – affermano – con i servizi pubblici per i cittadini che si riducono o addirittura chiudono e le aziende che non riescono a far partire i lavori”.

“Vogliamo però concludere – dicono Secchi e Baldi -in attesa di una nuova puntata, con una battuta che faccia sorridere: gli amministratori di Greve in Chianti sono stati così bravi a declinare il significato letterale in italiano della parola inglese “Slow” che anche il sindaco di Bagno a Ripoli Casini, ormai noto per il suo “fast” imparato da Commisso, a Greve in Chianti, nella sua veste di responsabile della viabilità della Città Metropolitana, a Greve in Chianti appunto anche lui è diventato slow: quante sono le interruzioni, le transenne a lato strada ed i New Jersey lungo la Chiantigiana e le altre strade provinciali in attesa di manutenzione ormai da anni. Spesso sembrano ormai monumenti tutelati dalle Belle Arti. Da un anno c’è una frana sulla strada de La Panca”.

“Proverbiale però – concludono – il ritardo alla Limonaia di Pescille dove la frana del 2019 è ancora lì ad impedire l’uso di un importante spazio culturale e ricreativo ed un agevole scambio fra i due sensi di marcia: a domanda hanno risposto che lo faranno dopo la vendemmia per non intralciare il traffico dei trattori che portano le uve; così avrebbe chiesto Sottani: ma non si capisce dopo quale vendemmia, ne sono già passate quattro. Alla prossima puntata”.

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