sabato 26 Settembre 2020
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    Viva-Cittadini per Greve in Chianti: “Trasporti Pubblici Locali: caos totale, le istituzioni intervengano”

    "Corse saltate, biglietti introvabili, impossibilità per chi li ha di vidimarli, nessun rimborso agli utenti per il mancato uso degli abbonamenti nel periodo di lockdown"

    GREVE IN CHIANTI – “Abbiamo appreso da più parti di quello che sta succedendo nel settore del Tpl. Al caos legato all’emergenza Covid-19 in Toscana si aggiungono i contraccolpi della fase di passaggio storica fra nuovo e vecchio gestore”.

    A sostenerlo è la lista di opposizione Viva-Cittadini per Greve in Chianti.

    “Corse saltate – denunciano – biglietti introvabili, impossibilità per chi li ha di vidimarli, nessun rimborso agli utenti per il mancato uso degli abbonamenti nel periodo di lockdown, insomma tutti contro chi ha bisogno del trasporto pubblico per recarsi al lavoro e presto a scuola e contro chi fa sceglie il trasporto pubblico locale  per rispetto dell’ambiente e della vivibilità delle nostre città”.

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    “In tutto questo – accusano – brillano per la loro assenza le istituzioni locali, Comune e Città Metropolitana. Noi della lista Viva-Cittadini per Greve in Chianti ci siamo attivati per segnalare alla Regione questi disservizi”.

    “L’azienda – rimarcano – parla di problemi con la concessionaria del servizio di distribuzione dei biglietti”.

    “A noi – suggeriscono – è venuto il dubbio che forse siamo di fronte all’atteggiamento ostruzionistico di BuSITAlia, che avendo perso la gara regionale per la gestione del trasporto pubblico in Toscana nei futuri 10 anni, non vuol uscire e dopo sette ricorsi persi in ogni tribunale amministrativo e civile toscano, italiano ed europeo cerca di chiudere in bellezza una via Crucis durata 5 anni ed una storia di monopolio, quella della Sita nel Chianti, durata 90 anni”.

    “E’ vero quindi  che non stampano più biglietti – rimarcano – è vero che i biglietti non vengono più vidimati a bordo”.

    “E’ vero anche – riprendono – che nulla si sa dei rimborsi degli abbonamenti incassati da BuSITAlia per il periodo di lockwodn. Chiediamo a che punto sono le procedure per il rimborso”.

    “Il Comune – dicono ancora – si limita a girare sui social un comunicato del vecchio gestore che ci dice che i biglietti si possono fare on line; siamo alla follia perché il servizio di trasporto pubblico locale è un servizio rivolto alle fasce più fragili e deboli della popolazione: come si può pensare che chi ha bisogno in questo momento del biglietto lo faccia on line? Come si può pensare che questa modalità sia conosciuta dai cittadini  e dai dai turisti?”.

    “Chiediamo – avanzano le loro proposte – che la possibilità di fare biglietti resti anche presso le ricevitorie che lo hanno fatto finora. Chiediamo che siano chiarite e fatte conoscere a tutti le modalità per il rimborso dei costi sopportati dagli utenti nel periodo di chiusura del servizio”.

    “Chiediamo – aggiungono – che sia preparato un piano da parte delle istituzioni competenti per il riavvio dei trasporti pubblici all’inizio dell’anno scolastico”.

    “Sappiamo – concludono – che si sta preparando da parte di un pool di avvocati una “class action” per richiedere al vecchio gestore i soldi degli abbonamenti pagati e di cui gli utenti non hanno potuto usufruire. In particolare di quelli ancora in essere: preparate la documentazione, vi terremo informati”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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