“Diamo la testimonianza di come voler bene alla nostra Italia sia ancora possibile”

L’assessore alle politiche della formazione del Comune di Impruneta, Francesca Buccioni, ha invitato ufficialmente tutti gli insegnanti, i genitori e i ragazzi di ogni istituto scolastico del territorio a prendere parte, insieme a tutte le autorità civili, religiose e militari di Impruneta e a tutte le associazioni coinvolte, al corteo che celebra la ricorrenza dell’anniversario della Liberazione.

 

Lo ha fatto con una lettera arrivata alle famiglie in questi giorni, ribadendo quanto "pur essendo il 25 aprile giorno di vacanza",  sia "una data storica densa di significato e in un contesto generale dove il ruolo e l’importanza delle istituzioni e della storia della Repubblica Italiana devono essere riaffermati e difesi". E come anche "prendere parte ad una manifestazione civile diventi parte della crescita educativa e formativa dei bambini, e anche di ognuno adulto, in quanto cittadino".
 

“Come già detto, assieme ai rappresentanti di molte associazioni, oltre al sindaco, alle forze armate, e ai molti cittadini che ogni anno prendono parte alla cerimonia – si legge nella nota dell’assessore Buccioni – sono a proporvi di fare insieme questo percorso. Sono, infatti, convinta che anche prendere parte a questo corteo, in questi giorni così incerti per la nostra Italia, compiere gesti, che possono sembrare retrò o banali, come partecipare ad una manifestazione istituzionale, devono assumere un significato diverso: educare fin da piccoli i nostri studenti alle ricorrenze civili della nostra Nazione vuol dire ripartire dall’abc del sentirsi e dell’essere italiani".

 

"A me pare – prosegue – che il 25 aprile non sia ora più che mai una celebrazione cristallizzata in un lontano passato ma una festa impregnata di slanci per il futuro, che deve basarsi su questi tre pilastri imprescindibili: una nuova idea di Patria che riconosce le tappe anche sanguinose e tragiche della propria storia; il compimento della Costituzione; gli Stati Uniti d’Europa. Per questo le nuove generazioni devono esserne consapevoli e pian piano avvicinate e coinvolte e a noi adulti tocca dare l’esempio".

 

In che modo? "Prendiamo parte insieme a questo appuntamento – esorta Buccioni – Diamo testimonianza che voler bene alla nostra nazione è ancora possibile, non lasciamo che solo i nostri nonni, che hanno ancora sulla pelle le cicatrici della guerra vissuta davvero, ricordino. Se non raccogliamo noi la sfida tutta la memoria della nostra storia passata sarà destinata a morire".

 

"Molti italiani – scrive ancora Buccioni – udirono per la prima volta la parola Resistenza il 22 giugno 1940 da Radio Londra, dalla voce di De Gaulle. Per i francesi non disposti a piegarsi all’occupazione tedesca quella voce richiamava alla lotta per riprendersi il proprio paese. Forse nessuno allora capiva quella parola pronunciate da una emittente clandestina. E forse ancora oggi questo termine sembra non comprensibile, e riecheggia come uno sconosciuto e misterioso linguaggio proveniente dai libri di storia. Possiamo e dobbiamo invece renderla una parola nota solo vivendola e facendola propria ancora oggi".

 

"A sessantotto anni di distanza – continua – il nostro dovere non è solo rinnovare il ricordo di quanto è accaduto, ma fare della lotta per la libertà di allora un paradigma da coniugare nella vita di tutti i giorni. Ricostruire l’Italia dopo la crisi di oggi, che è crisi economica ma anche morale. Ritrovare la passione politica contro la deriva qualunquistica o sensazionalistica. Riprendere l’idea della gratuità e dell’orgoglio di servire la collettività. Combattere per una giusta causa. Collocarsi dalla parte di chi non ha forza e voce. Rendere plurale e accessibile la società. Rilanciare i valori e i diritti.
Restituire dignità e centralità al lavoro. Ricostruire il Paese attraverso l’istruzione e la cultura. Per offrire ai nostri figli una società operosa di talenti e competenze, un’idea più alta di noi stessi e degli altri. Vogliamo insomma resistere per esistere in quanto persone".

 

"Chi ha preso parte, morendo anche in prima persona, alla grande fase della Liberazione della nostra Italia – ricorda – lo ha fatto, credo e ne sono convinta, per un’Italia unita, libera e democratica; attenta alle necessità dei giovani, degli anziani e delle persone più deboli; più giusta nei confronti dei meritevoli e più dura nei confronti dei disonesti e degli intrallazzoni; un paese aperto alle differenze e pronto all’accoglienza. La difesa di questi valori è stata iniziata dai nostri nonni, a noi spetta concluderla ancora oggi".

Il punto di ritrovo del corteo del 25 aprile a Impruneta è la Basilica di Santa Maria ad Impruneta, in piazza Buondelmonti, alle 11.30; da lì si partirà per arrivare al Parco della Rimembranza con la deposizione delle corone alle lapidi che ricordano il sacrificio per la patria del popolo di Impruneta.

di Redazione

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