Sentenza di primo grado emessa nella mattina del 30 marzo. Il sindaco: “Messo un tassello importante…”

IMPRUNETA – C'erano anche il sindaco di Impruneta Alessio Calamandrei e il presidente del circolo Arci dei Bottai Romano Vanni questa mattina, in Tribunale a Firenze, alla lettura della sentenza di primo grado nell'ambito del processo che ha visto finire sotto i riflettori il parcheggio dei Bottai.

 

L'accusa principale? Che sarebbe stato costruito in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico (l'altra riguardava la costruzione di una rimessa per biciclette): poi anche altre come falso ideologico, falso materiale, omessa denuncia da parte di pubblico ufficiale.

 

E il giudice ha messo un tassello importante per quella che potrebbe essere (finalmente) la ripartenza di quest'opera attesa ormai da troppo tempo: tutti assolti.

 

L'inchiesta aveva visto iscrivere nel registro degli indagati (si era nell'aprile 2012, quasi tre anni fa) sei persone, tra cui due dipendenti del Comune di Impruneta, il responsabile della progettazione architettonica, una dipendente della Soprintendenza per i beni paesaggistici, il direttore dei lavori della ditta esecutrice e il delegato per conto di Società Autostrade.

 

"Come avevo promesso ho seguito la lettura della sentenza – dice il sindaco Calamandrei – Adesso aspettiamo che venga pubblicata e leggeremo le motivazioni. Poi capiremo se il pubblico ministero vorrà ricorrrere in appello: nel pieno rispetto della Magistratura mi sento comunque di dire che, finalmente, stamani è stato messo un punto fermo".

 

Sentenza che potrebbe anche convincere Società Autostrade, titolare dei lavori, a ripartire senza dover temere che, una volta conclusi, arrivi magari la richiesta di ripristino dei luoghi.

 

Mancano ancora molti passaggi per veder completata l'opera in un'area che, è bene ribadirlo, non è sottoposta a sequestro da parte della Procura: la pavimentazione, l'attraversamento pedonale, l'apertura della famigerata pensilina, l'attraversmanento pedonale… .

 

"A brevissimo – conclude Calamandrei – faremo un incontro con Società Autostrade per capire le loro intenzione. Ovvero se vogliono ripartire a stretto giro oppure se pensano di aspettare di vedere cosa succede per l'eventuale ricorso al secondo grado di giudizio".

di Matteo Pucci

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