"Il MoVimento 5 Stelle? Coloro che vi partecipano sono degni di grande rispetto ed attenzione. Hanno fatto emergere un disagio e una rabbia che i partiti tradizionali non hanno saputo intercettare. Sono però perplessa sulle modalità di organizzazione (anche a livello locale) e di rappresentazione".
Sono state le parole con cui il sindaco di Impruneta, Ida Beneforti, ha commentato nei giorni scorsi, in un'intervista esclusiva sul Gazzettino (clicca qui per leggerla tutta), l'ascesa dei "grillini", a Impruneta come altrove. Qui però, con le elezioni amministrativve alle porte (il 26 e 27 maggio) è un parere che pesa ancora di più.
Ed è un parere che non è piaciuto per niente al candidato sindaco (portavoce come dicono loro) del M5S imprunetino, Francesco Bianchi: "A parte i formali attestati di stima- dice Bianchi – per cui ringrazio, noto un tono da spot elettorale e delle contraddizioni su quanto il sindaco afferma: critica è stata fatta e questo lo apprezzo quando è costruttiva. Ci sono delle imprecisioni però nelle parole del primo cittadino uscente, dovute alla non conoscenza di come siamo organizzati (certo non abbiamo l'apparato del partito), alla forse presa visione del nostro programma di sintesi e ad una soggettiva valutazione dei fatti".
"Volevo sorvolare sul "commentare un commento" – ammette Bianchi – ma come non ricordarsi che sono stato un suo elettore e che da cittadino non mi sono proprio sentito ascoltato e tenuto in considerazione come spesso si promette in campagna elettorale. Merita ed è necessaria dunque una qualificata risposta, non evasiva e multipla ma oggettiva, sintetica e priva di faziosità politica".
"La nostra organizzazione è piccola – esordisce Bianchi – senza finanziamenti (autofinanziata) e supportata dal gruppo Firenze 5 stelle (provinciale) e Toscana 5 stelle (regionale). Nessuna ingerenza o ordine, solo supporto burocratico e procedurale. Il gruppo, oggi composto da 40 "cittadini", da esperienze di voto diverse ma stranamente, tutti hanno un unico obiettivo: fare bene a Impruneta. Da qui ne nasce un'organizzazione di facilissima gestione ove ognuno porta la propria conoscenza e impegno in ricaduta dal lavoro professionalmente svolto. Nessun politico di carriera o di doppio/triplo/quadruplo mandato".
Secondo: "Il candidato sindaco – dice Bianchi – ovvero io, è stato scelto tra chi si sentiva di prendere questo "pesante fardello" ed è uscito da una votazione. Nessun predestinato, nessun capitano di lungo corso, nessun "amico" di qualche eletto. E' stato votato un cittadino per i cittadini".
"Le nostre proposte – dice ancora – sono state pensate e pesate: credo caro sindaco che la circonvallazione di Tavarnuzze sia fattibile senza spendere 20 milioni di euro. Se non si perdono occasioni come fondi regionali o provinciali, privati che vedono con un piano di sviluppo opportunità con ricadute su territorio e cittadini o aziende para statali (senza fare nomi, importanti Spa, una volta enti nazionali) si può fare con l'unione delle forze e della concertazione, un lavoro soddisfacente".
Bianchi si sente punto sul vivo anche sulla critica di Beneforti sulla mancanza di attenzione al sociale: "Vivo come lei in un tessuto sociale e lavoro in un campo che mi fa toccare con mano il disagio e la difficoltà di arrivare a fine mese. Biosgna ricominciare non solo dal sociale, ma anche a far sviluppo, a produrre idee per un mondo che sta cambiando in fretta. Soluzioni a partire dalla famiglia e dall'impresa con una parola d'ordine: innovazione".
"Non mi permetto – evidenzia ancora – di pubblicare commenti sull'organizzazione del Pd e dell'establishment, non voglio sapere come è stato scelto il sindaco che per 10 anni ha amministrato il territorio (con a mio avviso risultati non soddisfacenti) ma una cosa vorrei dirla apertamente; il primo cittadino quando sbaglia dovrebbe ammettere i propri insuccessi che per statistica e normale attività, ci sono. Invece, qua all'Impruneta, quasi tutto è stato realizzato da programma e tutto è quasi in perfetto ordine".
"Le debbo riconoscere – conclude Bianchi rivolto al sindaco uscente – che il compito che ha portato avanti è senza dubbio difficile e impegnativo ma penso che un cittadino che ha ogni giorno davanti il disagio del lavoro, della famiglia e della quotidianità sia in grado di affrontare la realtà e di trovare soluzioni più di un "politico" che nel corso del tempo ha sicuramente con il suo "fascino" goduto di strade meno in salita dell'uomo comune".
di Matteo Pucci
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