IMPRUNETA – C’è aria di tempesta in questi giorni ad Impruneta.. e non solo metereologica. Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del sindaco Alessio Calamandrei sulla scelta di spostare le scuole medie di Impruneta (complessivamente nove classi) presso il comprensorio di Tavarnuzze, la risposta dei genitori, e non solo, non si è fatta attendere.
Su iniziativa di un genitore, ma nello stesso tempo commerciante, è partita una petizione che chiede ”risposte certe in merito al futuro scolastico infrastrutturale e soprattutto che Impruneta non perda per sempre il sistema-scuola che tocca, tra l’altro, l’indotto del nostro paese che è composto per lo più da una fragile struttura basata sul piccolo commercio di prossimità”.
Questione sentita caldamente da molti visto che in meno di quarantotto ore sono state raccolte oltre 150 firme.
“L’idea è stata mia, e come vedi non ci sono solo firme di genitori, ma anche timbri di negozi – ci dice la promotrice di questa petizione – Non credo di essere stata particolarmente brava, semplicemente è un tema che sta a cuore di tutti”.
Infatti se i genitori infatti sono preoccupati del futuro dei propri figli, i negozi lo sono delle loro attività.
“Io ho aderito principalmente per i commercianti – ci dice Francesca Paterna, conosciuta da tutti come “Chicca”, proprietaria del negozio Pizzi e Vizzi – per il paese, perché se le cose andassero così (trasferimento delle scuole medie a Tavarnuzze, n.d.r.) alcuni negozi andrebbero a morire”.
“E l’Impruneta? – si chiede – Che ne sarà dell’Impruneta? Togliere le scuole per me è deleterio”.
Dello stesso avviso sono altri commercianti di via Paolieri, come Claudia Berti, proprietaria di “Rosa Rosae” oppure Simona Bellocci di “Cuci e Ricuci”.
“Io non ho figli – ci dice quest’ultima – ma credo sia una follia.. Una volta parcheggiata la macchina i genitori faranno colazione a Tavarnuzze, compreranno il giornale, faranno la spesa, sempre lì a Tavarnuzze.. E’ un suicidio”.
E i commercianti di via Cavalleggeri non sono da meno. “Io devo fare degli ordini per il prossimo anno scolastico – ci dice affranta Beatrice Cappelletti, della cartoleria “Quasinpiazza” – e alcuni li ho già fatti. E se mi tolgono le scuole che ne faccio? Io devo sapere quello che succede. Abbiamo sempre cercato nel corso degli anni di essere il più efficienti possibili, anche a costo di fare le nottate, per garantire un servizio, al cliente ma anche allo stesso paese. Ma è necessario venirci incontro per il bene di tutti”.
Non solo infatti potrebbe perdere clienti di Impruneta ma anche quelli di Strada in Chianti che ripiegherebbero su Greve, essendo Tavarnuzze troppo scomodo a questo punto. E non sono pochi. “Spero si riesca a trovare una soluzione e che le cose non siano già state decise” conclude amareggiata Beatrice.
Sulla stessa linea si posiziona Viola, dell’omonima rosticceria in piazza Accursio da Bagnolo, a meno di venti metri proprio dalle scuole medie: “Questa decisione, ammesso sia stata già confermata, è insensata. Non si può togliere una risorsa come le scuole medie al nostro paese. Risorsa non solo per me, che mi occupa più della metà del lavoro complessivo tra alunni, professori, genitori, ma anche per il tabacchi qua vicino, la gelateria, il forno…”.
Queste sono solo alcune riflessioni, ma la lista è lunga, lunghissima. Proprio in queste ore la petizione è stata consegnata all’Urp, per essere trasferita successivamente al sindaco. Con la speranza di farsi sentire e che, soprattutto, qualcosa possa ancora cambiare.
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di Costanza Masini
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