Il gruppo di opposizione rifiuta di andare all’incontro “collettivo”. Scambi di accuse

IMPRUNETA – C'era da aspettarselo e infatti… ecco che il tema-scuola torna a infiammare la politica locale imprunetina.

 

In particolare è il rifiuto da parte della lista di opposizione Il Coraggio di Cambiare (in foto sopra la protesta organizzata dallo stesso gruppo sotto al palazzo comunale nel dicembre scorso) all'incontro organizzato dal Partito democratico con tutti i gruppi di opposizione a dare il via alle polemiche.

 

"Forse saremo in ritardo – scrive in una nota Stefano Bellacci, uno dei membri di riferimento delPd imprunetino – come qualcuno dice; però adesso siamo pronti per iniziare a risolvere il problema scuole all'Impruneta".

 

"Dopo alcuni incontri che il sindaco ha già avuto con la scuola – ricorda – abbiamo invitato le forze politiche di opposizione ad un primo incontro nel quale fare il punto della situazione e illustrare alcune delle idee che abbiamo in proposito. Idee che saranno solamente la base da cui partire per elaborare tutti insieme un piano complessivo per risolvere definitivamente il problema. E' ovviamente solo il primo passo, ma intanto il primo lo facciamo".

 

"Peccato – e qui la miccia viene… accesa – che dopo aver a più riprese spostato la data di questo incontro, Il Coraggio di Cambiare ci abbia comunicato che loro partecipano solo ad incontri bilaterali e che quindi non verranno venerdì all'incontro fra la segretreria del Pd e le segreterie degli altri partiti e movimenti".

 

"Non lo capisco – conclude Bellacci – ma ognuno fa quello che ritiene più opportuno; e noi venerdì faremo l'incontro con chi vorrà venire a sentire quello che abbiamo da dire".

 

Per Il Coraggio di Cambiare non si fa attendere la replica del capogruppo in consiglio comunale, Riccardo Lazzerini: "Ritengo doverosa – scrive rivolto a Bellacci – una risposta al tuo maldestro (per adesso personale) tentativo di raccontare la "vecchia e noiosa" storiella che… "è sempre colpa di quello accanto"!".

 

"Per fare ciò – dice Lazzerini – devo necessariamente prenderla da "lontano". La mia, la nostra battaglia politica nasce oltre 5 anni or sono, dai banchi dell'opposizione, quando, con molta insistenza cercavamo di portare all'attenzione del consiglio e dell'opinione pubblica la questione scuola".

 

"Battaglia – ricorda – la nostra, per la verità impari e spesso tacciata come strumentale ma, nel mentre alcuni schieramenti tutti interni al partito di maggioranza (che governava solitario il paesello), si scontravano sulla futura "locazione" del tanto atteso nuovo plesso scolastico di Impruneta, qualcun'altro si dannava per rendere plausibili e pubbliche soluzioni alternative".

 

"La storia – continua Lazzerini – ci dice come è finita la questione: il plesso non è mai stato realizzato e tantomeno il luogo non è stato ancora ufficialmente individuato. I plessi sono stati "rattoppati" come si può rattoppare un Titanic che ha appena colpito l'iceberg, le casse del comune si sono rastremate e chi (come me) si era messo in testa di poter fare il sindaco ha dovuto approntare un piano emergenziale che obbligatoriamente sarebbe partito il giorno dopo le elezioni".

 

"Quest'ultimo – dice ancora Lazzerini – (il piano scuola) è arcinoto e non sto qua a ricordarlo, anche perché oggi, dopo quasi 9 mesi (persi non sappiamo perché), tutto sarebbe nuovamente da rimettere in discussione". 

 

"Allora – scrive ancora rivolto a Bellacci – caro amico/compagno, a te mi rivolgo… a te che trovo da non molto tempo attivo su questioni concrete come quella della scuola e che, soltanto oggi si accorge dellurgenza di un settore ingessato dai tuoi compagni di squadra. Per il vero mi trovi molto sorpreso dalle tue ripetute esternazioni; eppure conosci bene la mia/nostra storia tanto da averne condiviso (almeno sul finire della consiliatura precedente) alcune battaglie come giust'appunto quest'ultima…".

 

"I nostri "infiniti appelli" – ricorda Lazzerini – testimoniati da documenti, riunioni, assemblee ed iniziative pubbliche fatti in questi mesi di "rinnovata speranza", non hanno udito risposte e tanto meno presenze. E adesso, con la stessa arroganza e presunzione che ha contraddistinto chi vi ha preceduto, avete l'ardire di imporre un incontro conoscitivo, plenario su una questione così dirimente per il futuro dei nostri figli".

 

"E proprio perché stiamo parlando dei nostri figli – conclude – non c'è e non ci sarà nessuna volontà speculativa in merito; la vostra proposta (quando sarà ufficiale), sarà valutata con la massima attenzione e obiettività. Ma non veniteci a raccontare la solita storiella della responsabilità e dell'urgenza. Se siamo dove siamo lo dobbiamo a voi a chi vi ha preceduto".

di Matteo Pucci

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