IMPRUNETA – Società corale di Impruneta, 9 febbraio 2014, ore 17. Addobbi, palloncini, cibo a volontà ma soprattutto tante, tantissime persone. Si respira un’aria a festa, la classica aria che ci dovrebbe essere a un compleanno.
La festeggiata è Nella Viciani, che il giorno precedente ha spento cento candeline. “Le ho sempre detto – ci racconta la figlia Franca, organizzatrice della feste insieme alla sorella Graziella – che se fosse arrivata a cento anni le avrei fatto una bella festa”.
E così è stato. La stanza è gremita di parenti e amici, che aumentano man mano che passa il tempo. “Abbiamo invitato centocinquanta persone, inizialmente volevamo festeggiare in casa ma poi..” .
La stessa casa in via del Desco in cui Nella ha vissuto col marito Mario dal 1938, da quando cioè si è sposata e trasferita ad Impruneta dal comune San Casciano, dove è nata nel 1914. Quella casa in cui vive tutt’ora.
“Lì ho vissuto la maggior parte della mia vita, e lì me ne voglio andare” ci dice la festeggiata, senza alcun rimpianto o fatalismo nella sua voce.
Pur avendo attraversato un secolo, due guerre mondiali, fame e duro lavoro nei campi, la Nella emana una serenità senza tempo dai suoi occhi azzurri come il cielo. E ha il sorriso proprio di chi, ormai, ha imparato ad apprezzare la vita.
“L’elisir di lunga vita? Non esiste – ci dice – Il segreto è stare tranquilli senza mai arrabbiarsi”.
“E’ proprio vero – aggiunge la figlia Franca – Io mia madre non l’ho mai vista arrabbiata o angosciata…”.
Eppure di motivi ne avrebbe avuti. A partire dalla distruzione della sua casa durante le guerra, rasa completamente al suolo dai bombardamenti che ferirono a morte Impruneta. E con una figlia piccola di appena cinque anni.
Ma oggi non c’è posto per questi tristi ricordi. Infatti la festa continua, il locale trabocca di persone, ma soprattutto di amore e affetto. Nella ha una famiglia molto numerosa e, inutile dirlo, è anche… la più grande.
Non si limita a essere nonna, ma è anche bisnonna, di due bellissime nipoti di tredici e diciotto anni. Nonostante abbia attraversato un secolo denso di cambiamenti Nella è al passo con i tempi, a partire dal linguaggio.
Ci risponde "Ok va bene", quando le chiediamoo se possiamo farle qualche domanda, lasciandoci un sorriso sulle labbra.
“Mia mamma – interviene Franca – è lucidissima e, se non fosse per alcuni problemi alle gambe, autonoma. La mattina infatti rimane sola in casa, guarda la televisione e fino a qualche tempo fa leggeva anche. Il pomeriggio invece mi fa compagnia al negozio ("La Bottega del Caffè", nel centro storico) oppure a volte mi accompagna quando devo andare nei magazzini a fare gli ordini o dai fornitori".
"E’ eccezionale" conclude guardandola un po’ commossa. Nel frattempo fa il suo ingresso nella sala il sindaco Alessio Calamandrei venuto anche lui per festeggiarla, e per un attimo l’attenzione è rivolta su di lui.
Ma dura poco: è il momento di spengere le candeline. Nella è circondata dai familiari e dalle persone che le vogliono più bene, tutte riunite per festeggiarla: questo è il regalo più grande.
di Costanza Masini
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