IMPRUNETA – Centra la sua attenzione sul Parco del Sant'Antonio il Collettivo Giovani Imprunetini: lo fa dopo "un passeggiata, un sabato mattina, con Lodovico Scarampi della famiglia Carrega, la quale donò una parte del parco alla popolazione imprunetina".
"Durante la nostra passeggiata – spiegano i ragazzi del Collettivo – ci ha raccontato molti aneddoti e storie riguardo il parco. E la cosa che più ci ha colpito è la storica entrata, che oggi assomiglia ad un semplice cancello messo lì per caso senza un fine".
"Come tutti ben sappiamo – proseguono – il parco del Sant'Antonio ha una storia ultra centenaria, nato dall'idea del famoso botanico a livello internazionale Filippo Parlatore. Il parco ospitava numerose tipologie di piante ed era stato pensato come un parco botanico. Lungo i sentieri accuratamente realizzati si potevano trovare piante di molte specie, ed é questa forse la cosa più meravigliosa, un angolo di verde nel Chianti che contiene numerose piante di altri territori, un vero e proprio parco botanico appunto".
"Purtroppo però – sottolineano – da molti anni stiamo assistendo ad un lento declino del parco, che si sta letteralmente trasformando in un bosco (se non lo é già)".
L'ingresso nella foto in alto è quello originale "che dava l'accesso al parco nell'Ottocento – dicono ancora i ragazzi del Collettivo – Come si può vedere, su una colonna non c'è più una statua in cotto: da lì entravamo nel parco e percorrevamo un vialetto costeggiato da alberi di cipresso".
"Quello che rimane adesso – denunciano – lasciato a se stesso dall'incuria dell'uomo e dall'azione degli agenti atmosferici, è sotto gli occhi di tutti. La nostra idea è quella di riportare ad antico splendore l'ingresso storico del parco, contando sull'aiuto di partner/sponsor che donino materiali vari".
"Ad esempio – dicono – vista l'antica tradizione imprunetina del cotto, vorremmo coinvolgere una fornace del paese per farle realizzare la statua del cane che ad oggi è distrutta, sotto forma di “donazione”. Per quanto riguarda il posizionamento sulla colonna, ci avvarremo delle competenze di un muratore, ovviamente sempre pro-bono".
"Per la pulizia del viale – dicono ancora – contiamo di coinvolgere cittadini che abbiano tempo e voglia di darci una mano".
"Alla fine dei lavori – concludono- è nostra intenzione applicare una targa sul cancello che ricordi il contributo e l'impegno offerti da parte dei nostri compaesani per il ripristino di tale luogo e per rendere il giusto omaggio ad un tesoro storico di Impruneta che molti neppure conoscono".
di Redazione
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