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sabato 10 Dicembre 2022
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    Il pasticcere fu massacrato di botte il 26 aprile 2010 nella sua casa di Tavarnuzze

    Sono arrivate altre due condanne per l’omicidio di Massimiliano Da Lio, il pasticciere ucciso all'alba del 26 aprile 2010, mentre rientrava a casa dal lavoro nella sua abitazione nel cuore di Tavarnuzze.

     

    Il pubblico ministero Paolo Barlucchi è stato convincente nella sua ricostruzione, e il giudice ha condannato per omicidio volontario due albanesi, Sandiljian Buzhala e Edinio Nikaj, a 24 e 30 anni di reclusione.

     

    Secondo quanto è stato ricostruito (e giudicato) il primo fece entrare in contatto i mandanti con gli esecutori materiali del pestaggio trasformatosi in omicidio, mentre l’altro partecipò direttamente alla terribile aggressione che portò alla morte dell'uomo. Che morì nei giorni seguenti dopo una breve agonia.

     

    Massimiliano Da Lio, titolare della pasticceria "Fabiani" sul San Gaggio, venne infatti colto di sorpresa in casa e massacrato di botte. Una vera e propria spedizione punitiva che, secondo il pubblico ministero (e i giudici), era stata pensata da Carmelo Casella, ex dipendente del fratello di Da Lio, per motivi di vendetta.

     

    Lo stesso Casella è già stato condannato in appello a 16 anni per rapina, sequestro di persona e omicidio preterintenzionale, insieme a Fabrizio Maioriello (12 anni) e Erald Nikaj, (10 anni).

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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