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lunedì 6 Febbraio 2023
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    La cronaca degli interventi durante la seduta pubblica svoltasi il 5 maggio alla casa del popolo

    IMPRUNETA – L'atmosfera, come previsto, è tesa, tesissima. Lunedì 5 maggio, per la prima volta, dopo mesi di richieste insistenti da parte di genitori, commercianti e opposizione, si è tenuto il consiglio comunale aperto al pubblico, così tanto atteso e desiderato.

     

    L'oggetto? Il famigerato caso-scuole. L'appuntamento era fissato per le 20.45 alla sala polivalente presso la casa del popolo, ma già venti minuti prima si sono riuniti diversi gruppetti davanti l'entrata. E non è stato difficile capire chi fossero e di cosa stessero parlando.

     

    Appena saliamo non possiamo fare a meno di stupirci: la sala è colma di persone, genitori, maestri, professori, commercianti. E ovviamente il consiglio stesso, già preparato e schierato. La seduta si apre ufficialmente alle 21.10 dopo l'appello.

     

    Subito la parola viene data a Riccardo Lazzerini, capogruppo de Il Coraggio di Cambiare, che commosso tiene a ricordare un amico, compaesano, che proprio oggi ci ha lasciato, a cui  anche noi del Gazzettino del Chianti vogliamo dare un ultimo saluto: Alessandro Nappa.

     

    Viene seguito dall'assessore Francesca Buccioni, che vuole commemorare Mauro Marianelli, “ex segretario del nostro ente e membro della democrazia cristiana, che voglio ricordare”. Proprio per questo prima di iniziare il vero confrontoviene osservato un minuto di silenzio.

     

    Al termine, a inagurare il consiglio, come prevedeva il programma, è il sindaco Alessio Calamandrei.

     

    Brevemente, ripercorre la situazione delle scuole, l'obiettivo della sua legislatura, i plessi a disposizione citando le cifre, anche fino al centesimo, protocolli e atti, ribadendo il suo progetto.

     

    Il cui cuore riguarda lo spostamento provvisorio le scuole medie di Impruneta (tre sezioni per 9 aule) all’interno del plesso di Tavarnuzze, con lo spostamento delle scuole elementari Paolieri nel plesso delle attuali medie ad Impruneta.

     

    Parla anche di eventuali e future medie nella terza piazza (piazza Bandinelli) “poiché quello è l’unico terreno di nostra proprietà”.

     

    Il primo a parlare è stato Tiziano Betti, padre di un bambino, che in meno di cinque minuti, il tempo concesso a ciascuno, ha fatto valere le sue ragioni: "Io mi ricordo che trasparenza e comunicazione erano stati i vostri cavalli di battaglia durante la campagna elettorale. Parole che non sono state mantenute".

     

    Ciò che rimprovera al sindaco è infatti la mancanza di comunicazione e confronto: "Io sono abituato alla vecchia maniera.. Domanda e risposta. Non così, senza contraddittori. Grazie" conclude tra gli applausi del pubblico.

     

    Il secondo è stato Flavio Baroni, padre anche lui, che infervorato ha chiesto ripetutamente dove fosse la citata (più volte) emergenza: "Cosa è cambiato dall'aprile 2013, data in cui il provveditorato ha scritto che i lavori di ristrutturazione non dovessero incidere sulla normale attività scolastica? O ha avuto una svista il Provveditorato, oppure voglio data, numero di protocollo e documenti dove quest'ultimo ha cambiato idea" pretende, accolto da uno scroscio di applausi.

     

    Il testimone passa poi a Andrea Giani, rappresentante dei commercianti del Centro Commerciale Naturale di Impruneta, che porta l'attenzione sull'impatto economico che il trasferimento dei plessi scolastici a Tavarnuzze avrebbe sulla vita economica del paese, specialmente sulle attività che trattano materiale scolastico.

     

    È il turno poi di Stefania Giusepponi, membro del gruppo operativo sulle scuole, che spiega le scelte fatte.

     

    Successivamente Alessandra Bonechi, in un breve ma coinciso intervento, pone interrogativi sulle tempistiche dei lavori, "visto che i bambini della materna si trovano ancora alla Paolieri da più di un anno, nonostante il trasferimento dovesse essere temporaneo".

     

    Poi la parola va ai giovani. Come Jonathan Corsani, ventiseienne, rappresentante del Collettivo Giovani Impruneta, che esordisce così: “Ai miei tempi le scuole non erano perfette, ma un po’ meglio erano messe!” suscitando il sorriso e gli applausi.

     

    Mario Marietti riprende il filo di Betti, manifestando il suo disappunto sulla mancata informazione.

     

    Prosegue Sergio Pelacchi che paragona il caso scuole al suo lavoro: "Io lavoro per Trenitalia. Abbiamo appena acquistato un nuovo treno: è bellissimo, velocissimo, nuovissimo. Ma che faccio, butto via quello vecchio?" domanda alludendo alla strategia del sindaco di vendere via Roma.

     

    Parla Iacopo Corsi, presidente del consiglio d'istituto: "Abbiamo ritenuto che, come organo ufficiale della scuola e per la sua composizione, fatta da insegnanti e genitori, dovessimo esporre quello che era accaduto durante questo periodo di tempo. E quanto il consiglio di istituto stesso avesse cercato di confrontarsi per meglio capire se tutte le situazioni erano state analizzate e prese in considerazione deliberando, anche il “ famoso" gruppo operativo".

     

    "Non solo – prosegue – Abbiamo chiesto garanzie sulla sicurezza dei bambini e sul disagio che qualunque scelta di spostamento avrebbe causato. Certo senza alcuna pretesa decisionale, che non compete a tale organo".

     

    "Il mio – conclude – è un intervento approvato in consiglio di istituto, proprio per spiegare l’operato svolto ed il tempo che insegnanti e genitori hanno impiegato per trovare soluzioni su questo tema".

     

    La questione si sposta poi sui trasporti con Rebecca Giulietti, "genitore, cittadino e moglie di un autista" esordisce. "Vi siete interrogati sul trasporto? Come verranno portati 250 bambini a Tavarnuzze? Le pensiline si trovano a quasi 1km dalla scuola. Come la raggiungeranno?".

     

    Sulla stessa scia si trova Gennaro Fiorenzi: "40 bambini per autobus, 5 autobus e 80 macchine in fila scendendo verso Tavarnuzze". Fiorenzi continua sottolineando gli orari amplificati dei bimbi, per non parlare "del pranzo sotto il viadotto Firenze-Siena".

     

    Clamore e fischi sono riservati a Stefano Bellacci, segretario del circolo Pd di Bagnolo che, andando controcorrente, prende le difese del sindaco e della giunta, e per questo non viene risparmiato. Fischi e urla lo interrompono più volte, con la minaccia da parte del presidente del consiglio comunale, Lillian Kraft, di interrompere la seduta. Bellacci conclude con l'invito al sindaco di proseguire sulla strada intrapresa. 

     

    Gli interventi non si arrestano, addirittura c'è chi è venuto a sapere dello spostamento… dalla parrucchiera. Come Barbara Casini.

     

    Concitata e veemente è Lara Fabrizzi: "Ditemi voi se questa sceneggiatura è pura fantascienza o realismo italiano: le medie saranno spostate a Tavarnuzze e lì rimarranno perché tanto ormai… saranno lì. Spero che voi mi dimostriate che sia fantascienza anche se non credo!".

     

    Interviene poi un genitore che è anche professore, Walter Violi: "Ci hanno trattato come scatole, da spostare da una parte all'altra".

     

    Infine ci sono tre "fuori busta": il primo Massimo Bandinelli, segretario comunale di Sel, che oltre a rinfacciare le promesse non mantenute (sulla trasparenza) fatte durante la campagna elettorale, denuncia la mancanza delle scuole medie.

     

    La seconda è Laura Cioni: "Ho fatto tardi perché stavo contando le macchine del parcheggio delle scuole di Tavarnuzze" alludendo al fatto che non ci sia posto e non sia sicuro.

     

    L'ultimo è Carmelo Meli, anch'esso del Coraggio di Cambiare, che non risparmia il sindaco e la giunta.

     

    Al termine del tempo dedicato al pubblico il presidente del consiglio vuole dare la parola ai tecnici, ma Riccardo Lazzerini interviene dicendo che "è il tecnico deve seguire la politica e non viceversa" e ribadendo che rigettano il progetto della giunta e che "il futuro lo immaginiamo così: materna ristrutturata, elementari ristrutturate frazionandole, e nuove medie nell’ex campino del prete" sottolineando anche la vicinanza del palazzetto dello sport

     

    Tocca poi a Piero Vannicelli Casoni (Obbiettivo Comune), che seguendo la scia di Lazzerini rincara la dose rivolgendosi alla platea: "Voi non siete pubblico, siete la collettività. Se il sindaco non ritira il pacchetto scuola bisognerà che lo sfiduciate e che si dimetta lui e tutta la giunta" conclude tra gli applausi e le urla.

     

    Dopo Casoni è il turno di Francesco Bianchi, capogruppo del MoVimento 5 stelle, che a casa si era preparato una scaletta ma "dopo aver sentito i vostri interventi, peraltro tutti intelligenti e puntigliosi – dice rivolgendosi ai genitori, e non solo – non me la sento di leggere pari pari".

     

    "È necessario – dice Bianchi – che non venga anteposto il bilancio ai bambini. E che la giunta si metta nei panni dei genitori e bambini e non ci tratti come scatole da spostare qua e là". 

     

    Critica anche la volontà di vendere il plesso di via Roma, alludendo anche alla situazione attuale del mercato immobiliare. Conclude invitando la giunta a fermarsi e cambiare idea "perché cambiare idea non è stupido, è intelligente."

     

    La tensione sale quando il consigliere comunale (e segretario del Pd imprunetino) Milo Messeri non viene fatto parlare, poiché il pubblico invoca risposte: ”Domani alle quattro mi suona la sveglia, della vostra politica non ce ne frega niente, dei nostri bambini sì” si sente dalla platea.

     

    Accesi sono i toni, infuocati gli animi, addirittura il presidente minaccia di sciogliere la seduta più volte. Il sindaco quindi è quasi costretto a prendere la parola, cercando di rispondere a tutte le domande fatte, anche se non è facile.

     

    Brevemente Alessio Calamandrei spiega che “l’investimento fatto di 250mila euro su Tavarnuzze mi serve sia per l’anno provvisorio emergenziale, sia perché successivamente nello stesso plesso confluiranno elementari e medie”.

     

    Affronta la questione dei trasporti, spiegando che ci saranno corse-navetta e che ovviamente i bambini saranno accompagnati davanti l’edificio, e non saranno lasciati in piazza. Si chiede però quanto convenga avere due scuole medie nel giro di 6 km dal momento che i nuovi nati dell’anno 2013 sono appena 98.

     

    Questa ultima affermazione però non viene presa molto bene dal pubblico che reagisce, tanto che il sindaco minaccia di lasciare la seduta. Continua affrontando vari punti, anche se non è per niente facile.

     

    Si conclude così questo consiglio aperto al pubblico. Che anche se ha dato modo ai genitori di dire la loro opinione, non ha convinto tutti al 100%. Gli interrogativi sono e saranno molti, probabilmente fino all’inizio del prossimo anno scolastico non ci saranno risposte certe.

     

    Quel che è palese è che nessuno sia d’accordo con lo spostamento delle scuole media a Tavarnuzze: che probabilmente verrà combattuto con ogni mezzo a disposizione.

    di Costanza Masini

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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