“Non si creda di rimescolare le carte addossandomi scelte pregresse e colpe personali”

IMPRUNETA – "Inizio con una domanda: chi si prenderebbe di voi le colpe personali di fatti successi quattro anni prima dalla vostra posizione lavorativa attuale? Credo nessuno".

 

Inizia così la riflessione del sindaco Alessio Calamandrei su tutto quello che sta accadendo in seguito alla notizia della citazione in giudizio, da parte del Comune di Impruneta, dell'Ente Festa dell'Uva per la questione del crollo della panchina in cotto invetriato prima della sfilata del 2014.

 

"Ribadisco con la massima fermezza e tranquillità – dice Calamandrei – che la citazione era ed è un atto dovuto, e che da parte mia, mai si è interrotto quel rapporto di fiducia, a quanto pare non più reciproco, nei confronti dell’Ente Festa dell’Uva".

 

"Fatemi però togliere un sassolino dalla scarpa – tiene a dire – Correva il mese di dicembre 2014 dove tutti eravamo preoccupatissimi per le imposizioni del cosidetto “decreto palchi”. Su interessamento del sottoscritto, e calcando molto la mano, dopo un incontro telefonico (si perché anche per fare una telefonata c’è bisogno di un appuntamento) prima col sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Luca Lotti, seguita da altre due appuntamenti prima col funzionario del ministero e poi col dirigente del servizio, su loro proposta, avevo chiesto all’Ente di prendere il famoso decreto, analizzarlo e modificarlo insieme ai tecnici, come se l’Ente Festa dell’Uva fosse l’organo legislativo centrale".

 

"Dopodiché – ricostruisce – una volta corretto, lo stesso sarebbe stato inviato al Ministero a Roma che avrebbe analizzato la proposta di modifica. Ad oggi (sono passati ormai sette mesi), e dopo numerosi solleciti verbali, niente mi è stato consegnato. Questo giusto per far capire che non è certo volontà di questa amministrazione e del sottoscritto fregarsene della Festa dell’Uva".

 

"Tornando alla lettera dell’ex presidente dell’Ente – entra nella questione relativa a Luca Gasparri – sul metterci la faccia credo abbia scelto la persona sbagliata, visto che a quella riunione io non ero nemmeno stato invitato, e che alla detta dei più; “spesso la faccia ce la metto anche al posto degli altri”".

 

"Detto questo – ammette – trovo più che giuste le domande che pone l’ex presidente dell’Ente, e proprio perché ci sono pareri discordanti sulle risposte che questa amministrazione ha citato in giudizio l’Ente. Nessuna “guerra” come è stata definita. Non è certo mia intenzione interrompere i rapporti con l’Ente, ma nel rispetto delle parti ribadisco che era ed è un atto dovuto".

 

"Non più tardi della settimana scorsa – rammenta – ho incontrato il direttivo dell’ente (data concordata la domenica precedente con l’ex presidente dell’Ente ma poi assente per problemi di lavoro improvvisi, ex presidente che fa parte del direttivo in quanto presidente del Pallò), ma quanto deciso, ovvero di continuare con gli incontri e di vedersi informalmente con i rispettivi avvocati per fare il punto della situazione con tutta la documentazione alla mano, per me certamente non si ferma nemmeno a seguito di quanto pervenuto da parte della magistratura dopo che il percorso era stato tracciato".

 

"Magistratura che, è bene precisarlo – continua – interviene ovunque ci sia un referto superiore ai 40 giorni di prognosi. Personalmente continuo a credere che una soluzione vada trovata pur conoscendo benissimo le posizioni distanti fra Ente Festa dell’Uva ed uffici dell’amministrazione (dove sono stati consegnati due “avvisi di garanzia”)".

 

"Non si creda però – ammonisce – di fare del sindaco un capro espiatorio per rimescolare le carte addossando scelte pregresse, e colpe personali, perché li conoscerebbero l’Alessio che ancora non hanno conosciuto. L’unica colpa che mi assumo in pieno è quella di non aver comunicato per le vie “informali” la decisione della giunta di essersi costituita in giudizio, e nessuna scusante è lecita".

 

"Credo fermamente – argomenta – che se il procedimento dovesse andare avanti, questa vicenda vada scissa, per il bene di tutti, da tutti i rapporti e gli impegni che ognuno, per la propria parte, sta cercando di portare avanti per migliorare anno dopo anno la Festa dell’Uva. E anche se il comune dovesse soccombere nei confronti dell’Ente (che anche a seguito di alcune domande poste nella lettera, la logica non farebbe una grinza) certo non mi riterrei responsabile, né tantomeno inizierebbe un alzata di scudi nei confronti dell’Ente stesso".

 

"Non credo che in questo momento – conclude – visto anche il tono della lettera, seppur comprensibile, possa essere di interesse, ma non posso che esprimere la propria solidarietà nei confronti di Luca Gasparri e di tutti coloro che prestano il proprio tempo a servizio della comunità a titolo gratuito e che poi si trovano in situazioni alquanto ingarbugliate burocraticamente e con procedimenti penali a seguito".

di Redazione

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