Riccardo Lazzerini: “Storia che getta nello sconforto. Calamandrei non si affacci dal balcone il giorno della Festa”

IMPRUNETA – La "bomba" di luglio, con il Comune di Impruneta che porta in tribunale l'Ente Festa dell'Uva per il crollo del 2010 (con tre feriti) della famosa panchina in cotto invetriato davanti alle Poste (clicca qui per leggere l'articolo), dopo la furibonda lettera aperta dell'ex presidente dell'Ente Luca Gasparri (clicca qui per leggerla), inizia a registrare i primi commenti anche da parte della politica imprunetina.

 

E' il caso di Riccardo Lazzerini, consigliere comunale del gruppo di opposizione Il Coraggio di Cambiare, che esordisce ricordando che quella "panchina "artistica" è stata una brutta storia fin dal suo inizio…".

 

"Il confine tra la critica politica e quella ritenuta dai più "oggettiva" dell'abitante comune – spiega Lazzerini – è senz'altro labile. Ma ciò che è successo in questi giorni riguardo alla nota vicenda della panchina artistica e della sua (allora) debacle nel giorno della Festa che (causò un incidente piuttosto serio), mi getta nello sconforto".

 

"Non c'è dubbio – prosegue andando a ritroso nel tempo – era il giorno della Festa ma il manufatto contestatissimo era "made in amministrazione" (amministrativamente e politicamente parlando) e proprio da questo vorrei partire".

 

"La Festa dell'Uva di Impruneta – dice Lazzerini – assieme alla Fiera di San Luca, sono citate nello Statuto del Comune (la nostra carta costituzionale), come eventi imprescindibili dal paese e dalla sua comunità; basterebbe questo per pesare lo spessore inconsistente di questa amministrazione che volta le spalle ad un pezzo della propria "Costituzione"".

 

"Siamo vicini al giro di boa – dice riferito alla giunta guidata da Alessio Calamandrei – che segnerà inesorabilmente il mandato intrinseco di promesse e conseguenti bugie sparpagliate su troppi fronti".

 

"Ma oggi – riprende – soltanto di questa "magica" Festa mi voglio occupare; del fatto che ancora due rioni svolgono la loro attività nei parcheggi pubblici (Sante Marie e Fornaci, n.d.r.), che uno di essi è in un parco pubblico "dimenticato" (Sant'Antonio, n.d.r.)… e un altro senza prospettiva a 2 km dal paese (Pallò, n.d.r.)".

 

"L'ultimo investimento serio che – rimarca in conclusione – tra l'altro ha dato sviluppo alla Festa, risale a 20 anni fa, con l'acquisto delle cucine. Allora che ci sia un po' di coerenza in tutto questo e, dato che, si è abbandonato l'Ente al suo destino, il sindaco rinunci ad affacciarsi dalla terrazza il giorno della Festa. Così… evitiamo le ipocrisie!".

di Redazione

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