IMPRUNETA – Agosto è iniziato, settembre è alle porte e con esso la Festa dell'Uva: a due mesi dalla sfilata in piazza l'Ente Festa dell'Uva, in seguito alla citazione in giudizio del suo ex presidente Luca Gasparri per i fatti della panchina crollata nel 2010, mette in chiaro che il rapporto con l'amministrazione comunale non è di quelli… idilliaci.
“Nonostante la citazione in giudizio – dicono dall'Ente, oggi presieduto da Paolo Vermigli – nonostante l'avviso di garanzia che ha raggiunto l'ex presidente, nonostante le spese legali che l'Ente dovrà sostenere nel processo, nonostante le molteplici difficoltà che comporta questo tipo di situazione, l'Ente Festa dell'Uva ha deciso ugualmente di adoperarsi nell'organizzazione del programma "Settembre imprunetino" e dell'89esima Festa dell'Uva".
Poi, l'avviso rivolto in particolare al Comune di Impruneta: "Sarà pronto a denunciare pubblicamente ogni avversità o ostracismo (qualora si manifestasse palesemente) durante l'organizzazione o lo svolgimento di qualsiasi evento in programma, e in sede di giudizio farà valere le proprie ragioni non accettando compromessi".
Insomma, carte in tavola. Sì alla Festa dell'Uva, ma il rapporto con il palazzo comunale e la giunta guidata dal sindaco Alessio Calamandrei sembra davvero compromesso per sempre.
Anche se, si precisa che "il modus operandi attuato dall'Ente non deve essere letto come una "guerra tra Ente e Comune" o una malcelata intenzione belligerante, ma come un incondizionato rispetto verso i rionali, verso i cittadini e verso tutte quelle persone che amano la Festa dell'Uva".
"In 90 anni – si ricorda però, esternando una volta di più il malessere verso il palazzo comunale – la Festa (gestita, organizzata e messa in piedi dal lavoro volontario dei quattro rioni del Paese coordinati dall'Ente Festa dell'Uva) ha dovuto far fronte a svariate difficoltà: ma mai avrebbe immaginato di doversi "guardare" anche dall’amministrazione comunale che ha citato in giudizio l'Ente".
"Il Comune – ricordano – dunque ha citato in giudizio l’Ente Festa dell’Uva, e lo ha fatto senza nessun tipo di preavviso, benché l'amministrazione comunale partecipi con regolarità alle molteplici riunioni indette durante l'arco dell'anno".
"Mossa – concludono – che ha decisamente messo in discussione il rapporto di fiducia tra il Comune e l'attaccamento a questa anziana festa".
di Matteo Pucci
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