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martedì 27 Settembre 2022
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    Infuriato un cittadino, che ha presentato un esposto presso la Procura della Repubblica

    IMPRUNETA – Amministrazione comunale imprunetina di nuovo sotto accusa per il suo "rapporto" con i piccioni: lo è stata alcuni mesi fa per aver installato le reti (poi rimosse) sotto ai Loggiati del Pellegrino, lo è in questi giorni con un esposto presentato presso la Procura della Repubblica da un cittadino fiorentino, Franco Mariani, infuriato per non aver ricevuto assistenza dopo aver raccolto un piccione ferito (la foto sopra è d'archivio).

     

    "Il 6 agosto alle 11.15 circa – racconta Mariani – mentre percorrevo con il mio motorino CC50 la strada provinciale Imprunetana per Pozzolatico, in direzione Firenze, mi accorgevo, ai margini della strada, pochi metri dopo l’incrocio per San Gersolè, di un piccione ferito, con l'ala sinistra sanguinante in maniera abbondante".
     

    "Datomi daffare per trovare una scatola di cartone per il trasporto in sicurezza dell’animale – continua il racconto – lo trasferivo nella stessa per portarlo alla polizia municipale del Comune di Impruneta, competente per territorio, al fine di prestare assistenza e provvedere al suo soccorso. Questo perché la legge nazionale sugli animali e il Codice della Strada prevede l’obbligo per chiunque di fermarsi e soccorrere un animale ferito. Inoltre la detenzione di tutta la fauna selvatica è vietata dalla legge n.157/92 la quale legge prevede che entro 24 ore l'animale deve essere consegnato ad un ente autorizzato e competente per il soccorso".

     

    Mariani snocciola leggi e decreti: "Si fa altresì presenti che il Decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979 – Perdita della personalità giuridica di diritto pubblico dell'Ente nazionale protezione animali – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 giugno 1979 n.150, all’Articolo 3 stabilisce chiaramente che “E' attribuita ai Comuni, singoli o associati ed alle comunità montane, ai sensi degli articoli 27, primo comma, lettera a), e 18 del DPR 24 luglio 1977 n.616, la funzione esercitata dall'Ente nazionale protezione animali relativi alla protezione degli animali ed alla difesa del patrimonio zootecnico”".
     

    "Inoltre – dice ancora – la Comunità Europea e lo Stato Italiano hanno ratificato il Trattato di Lisbona sulla protezione ed il benessere degli animali, pubblicato sulla GUCE C340 del 10 novembre 1997. “Le alte parti contraenti, desiderando garantire maggiore protezione e rispetto del benessere degli animali, in quanto esseri senzienti”. E ad un essere senziente è dovuta l’assistenza in caso di ferimento".
     

    Poi riprende il racconto: "intorno alle 11.30 circa arrivavo al comando di polizia municipale del Comune di Impruneta, dove trovavo una vigilessa. La vigilessa, dopo averle spiegato il fatto, si rifiutava di prendere in consegna il piccione, dicendo che il Comune si occupava eventualmente solo di cani, e che avrei dovuto provvedere personalmente alle cure del piccione, recandomi, a mie spese, da un veterinario. Facevo presente che sul territorio provinciale dovrebbe esserci un ente preposto all’assistenza di animali vittime di incidenti e che quindi avrebbe dovuto mettersi in contatto telefonico con la polizia provinciale".
     

    "La polizia provinciale – precisa Mariani – confermava telefonicamente alla vigilessa quanto da me detto, e forniva alla stessa un numero di cellulare dell’ente preposto, la Lipu, la quale però, contattata telefonicamente via cellulare dalla vigilessa, diceva di essere impossibilitata al recupero dell’animale e che si doveva provvedere alla consegna, presso loro a Greve in Chianti, per conto proprio".
     

    "Facevo quindi presente – dice il tenace Mariani – che avendo io solo un motorino CC50 non ero in grado di recarmi a Greve in Chianti, distante vari chilometri, e che quindi il Comune poteva provvedere in qualche modo, come richiesto dalla vigente disposizione di legge. Di fronte al rifiuto della vigilessa mi recavo al piano superiore dal sindaco".

     

    "Dove si rifiutavano – continua – non solo di prendere l’animale, ma anche di mettermi in contatto con il sindaco. Dopo alcune mie insistenze la segretaria si recava dal vice sindaco, il quale, dopo alcuni minuti, veniva da me ripetendo che non era loro dovere provvedere al recupero e all’assistenza dell’animale, ma che se aspettavo, forse mi avrebbero dato alcune informazioni, in quanto la segretaria nel frattempo provvedeva a contattare telefonicamente vari enti e associazioni".
     

    "Dopo altri 10-15 minuti circa – spiega ancora Mariani – lasciavo il palazzo comunale, visto che il Vice sindaco si rifiutava di prendere in custodia il piccione e di inoltrarlo a chi di competenza".
     

    Da qui tutta la rabbia di Mariani, sfociata in un esposto presentato presso la Procura della Repubblica, alla quale chiede di "intervenire penalmente, in base alla vigente normativa sulla mancata assistenza agli animali per non aver provveduto a prendere in carico l’animale ferito; per non aver fatto intervenire sul posto altro ente preposto all’assistenza al volatile; per non essersi assicurati che l’animale ferito ricevesse tutte le cure necessarie; per non essersi assicurati della guarigione dell’animale".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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