La Sinistra chiantigiana verso la sua prima festa: “Impruneta laboratorio politico”

Abbiamo incontrato alcuni degli organizzatori della tre giorni (21-23 luglio) alla casa del popolo di Montebuoni

TAVARNUZZE (IMPRUNETA) – A parlarci dei significati politici della prima Festa della Sinistra nel Chianti, che si terrà da venerdì 21 a domenica 23 luglio alla casa del popolo di Montebuoni (in cima alla salita della strada che da Tavarnuzze porta alla via Cassia dall'altra parte… del colle), ci pensano in quattro.

 

Da Greve in Chianti Maurizio Tursini ("Mdp – dice – farà il suo debutto ufficiale a Greve con un banchino informativo sabato mattina nella piazzetta della Coop"), l'ex sindaco di San Casciano Pietro Roselli (ed ex assessore provinciale), l'ex sindaco di Tavarnelle (ed ex consigliere provinciale) Stefano Fusi, l'attuale sindaco di Barberino Val d'Elsa Giacomo Trentanovi.

 

Articolo uno-MdP, Campo progressista, Sinistra Italiana: tutti insieme per parlare di questioni chiantigiane, metropolitane e nazionali.

 

# ARTICOLO / Festa della Sinistra nel Chianti, un fine settimana di dibattiti alla casa del popolo di Montebuoni

 

"È un Chianti che si apre all'area fiorentina – sottolineano – e alle questioni nazionali. Insomma, si parte dal Chianti e si guarda oltre".

 

La sede scelta, nel comune di Impruneta, "non è una scelta fatta a caso" dicono. Qui infatti si vota alle amministrative nel 2018, e sarà il loro primo banco di prova a livello locale.

 

"L'Impruneta sarà un laboratorio politico – spiegano – nel quale bisognerà dialogare anche il Pd. Il nostro non sarà il "solito" movimento, ma un nuovo grande partito popolare di sinistra, che non si alleerà mai con la destra. E Impruneta, dove si arriverà a un voto molto interessante il prossimo anno, sarà un banco di prova utile a livello chiantigiano".

 

Insomma, nessun veto ad alleanze con il Partito democratico ma patti chiari fin dall'inizio: nessuna subalternità perché si pensa di avere idee, numeri e seguito popolare: "Quello che è successo nelle città toscane dovrebbe aver fatto suonare qualche campanello" dicono riferendosi alle amministrative degli ultimi anni nella nostra regione, che hanno visto sconfitte pesanti per il Partito democratico.

 

Non lo dicono, ma ci sarà anche un altro elemento a pesare: in questa "nuova Sinistra", anche a livello chiantigiano, ci sono persone che hanno una vastissima esperienza amministrativa, che hanno fatto percorsi istituzionali. Che sanno come funzionano le "macchine comunali".

 

"Costruiremo dalla base – proseguono – Siamo partiti come una scommessa che sta crescendo a vista d'occhio. L'idea, come detto, è di non fare l'ennesimo movimento di opinione. Ma di ricreare un partito leale, di sinistra, in cui ci si riconosce. In cui si discute e ci si confronta a viso aperto, poi si prende una decisione e si rema tutti nella stessa direzione. Non serve l'opinione del leader. Dobbiamo ripartire dai territori e dalle questioni reali".

 

Da qui "l'idea di una festa che ri-valorizza le nostre tradizioni migliori. Di aggregazione e elaborazione politica. Anche a livello di Chianti, dove c'è necessità di discutere e aggregarsi".

 

Perché, secondo la loro opinione, questo territorio sta vivendo "momenti di trasformazione importanti. La fusione fra Tavarnelle e Barberino, l'Unione dei Comuni, il rapporto con Impruneta e Bagno a Ripoli…".

 

"Noi – concludono – il Chianti lo inseriamo in una idea di fondo, che è quella di una Città Metropolitana che abbia molti poli. Serve una Città policentrica per dare significato e peso ai territori. Una dignità che adesso è scomparsa".

di Matteo Pucci

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