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lunedì 3 Ottobre 2022
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    Alessio Calamandrei: “Lavoreremo affinché la prossima sia la piú bella in assoluto”

    IMPRUNETA – Ha aspettato un giorno, che almeno un po' di rabbia sbollisse fra i rionali che domenica 29 settembre non hanno coronato un anno di lavoro e non hanno potuto sfilare in piazza Buondelmonti per una edizione della Festa dell'Uva annullata per il maltempo.

     

    Una decisione di competenza e presa dall'Ente Festa dell'Uva, ma da più parti (come sempre accade) anche il Comune è stato tirato in ballo.

     

    E così il sindaco Alessio Calamandrei ha deciso di affidare a Facebook le sue riflessioni post- Festa saltata. Le riportiamo integralmente qui sotto.

     

    Cosa dire…

     

    La Festa dell’Uva è polemica per sua natura, per come sono fatti gli imprunetini, per avere qualcosa di cui parlare per una mesata (e più) anche dopo che la festa si è conclusa.

     

    Quest’anno è andata così. C’è chi dice che era normale (il primo anno del nuovo sindaco ha sempre portato problemi) chi la racconta cotta, chi cruda.

     

    Non voglio entrare adesso nel merito, sapendo che lo dovrò fare a breve nelle sedi più opportune.

     

    La mia presenza sui rioni nell’intero mese di settembre, dal posizionamento dei pianali in poi è stata volutamente costante proprio per conoscere, capire, approfondire quelle che in qualche modo sono le gioie ed i dolori che ogni rione si porta dietro. Il ruolo che rivesto non ha certo condizionato il confronto con i rionali, le prese in giro, le battute, ma anche i discorsi seri.

     

    Come per voi, vi posso garantire che è stato un mese molto intenso anche per me, direi, se me lo concedete, moltiplicato per quattro.

     

    Ho vissuto emozioni molto forti, vedere rionali e non solo, stringersi attorno al ricordo di persone care che purtroppo non ci sono più, il rispetto pur nella gioia e nella goliardia delle serate credetemi, mi ha riempito il cuore di onore. Onorato di essere il primo cittadino di una comunità come Impruneta.

     

    Le giornate sono passate frementi, con gli appuntamenti serali sui rioni che si susseguivano di giorno in giorno. Vedere le sartorie piene di stoffe, abiti che si creavano, e dagli oggetti più strani creare cappelli, e quant’altro necessario alla sfilata è stato bellissimo.

     

    Sapere che quasi ogni sera decine se non centinaia di persone erano a fare prove di balletti e coreografie noncuranti di doversi alzare la mattina presto per andare al lavoro, e magari dopo le prove “si fa un salto al carro”, mi ha fatto all’inizio più volte pensare “ma chi glielo fa fare?”. La risposta non ha certo tardato ad arrivare ed è solo una e inoppugnabile: la Festa dell’Uva.

     

    La passione, lo spirito di collaborazione, il mettersi al servizio del proprio rione, le amicizie, gli amori che si creano sul rione, non hanno paragone nel nostro territorio.

     

    Il mese di settembre è “il sabato del villaggio”. L’attesa, l’aspettativa, il pensiero dell’ultima domenica di settembre che diventa gioia molto prima di entrare in piazza, è quanto di più emozionante ci possa essere.

     

    Come ho già avuto modo di scrivere, vedere l’energia, passione, volontà, sprigionarsi da piazza Buondelmonti il sabato delle prove generali, è una cosa che toglie il fiato.

     

    Anche vedersi “sventrato” l’ufficio il giorno della Festa dell’Uva non è roba da poco, ma quel giorno “l’ufficio del sindaco” diventa l’ufficio di tutti; regia audio, speaker, giornalisti.

     

    Sono entrato nei rioni in punta di piedi, quasi sommessamente. Volevo conoscere, apprendere, capire. Credo di aver superato la prova, e di aver messo insieme tutti i pezzi del grande puzzle che è la festa dell’uva. C’è qualche pezzo fuori posto, ma la strada per rimetterlo al posto giusto inizia da domani, senza troppo urlare, ma con la volontà, almeno da parte mia, di far si che la festa sia sempre più bella, interessante, piacevole, coinvolgente.

     

    Finisco con un grazie doveroso ai progettisti dei carri, ai coreografi, alle cuoche, alle sarte, a tutti i figuranti, a tutti i rionali per l’impegno che mettono nel loro lavoro, finendo con i presidenti dei rioni sempre disponibili a qualsiasi ora nel caso ce ne sia stato bisogno e per le tante, a volte troppe, responsabilità che anche a titolo personale spesso si assumono.

     

    Mancano 364 giorni alla prossima festa, ma da domani lavoreremo per far sì che la prossima festa sia la più bella in assoluto!!!

     

    Alessio Calamanrei, sindaco di Impruneta

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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