IMPRUNETA – Perché i due appartamenti di via La Pira a Impruneta, inaugurati nel 2015 e destinati alla Fondazione Nuovi Giorni sono utilizzati con poca continuità? Perché i percorsi costruiti insieme a assistenti sociali ed esperti che lavorano per avvicinare alla "vita indipendente" le persone con disabilità richiedono gradualità.
A rispondere alla domanda di Riccardo Lazzerini, del gruppo consiliare Il Coraggio di Cambiare, è Ida Beneforti, del Cda della Fondazione Nuovi Giorni che coglie l'occasione anche per raccontare i progressi delle iniziative rivolte ai disabili: "In tre anni sono raddoppiati i partecipanti ai nostri percorsi di autonomia, erano 33 nel 2014, sono diventati 70 nel 2016, quando le settimane "residenziali" e quindi i soggiorni negli appartamenti sono state 28, 818 invece le giornate di lavoro organizzate per avviare le persone con disabilità all'autonomia".
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Spiega Beneforti: "Si deve considerare che per arrivare a vivere da soli, l'obiettivo finale del progetto, serve avviare un percorso graduale, e non tutte le persone rispondono allo stesso modo. E i genitori preferiscono continuare a prendersi cura dei figli disabili da vicino. Gli appartamenti sono indispensabili per svolgere le diverse attività: si inizia nello sperimentare un finesettimana di soggiorno, più spesso si tratta di utilizzare gli spazi a disposizione nel pomeriggio".
Il lavoro della Fondazione in questi anni è stato soprattutto quello di costruire rapporti tra le famiglie e gli assistenti sociali, nel frattempo è arrivata la legge sul Dopo di Noi e da lì la necessità di strutturare percorsi più individuali con l'aiuto di tutor riconosciuti, in attesa di nuove risorse (la Regione Toscana deve pubblicare il bando) per programmare il futuro.
"Ci sono esperienze ad esempio nel Valdarno di persone che hanno iniziato la loro vita autonoma, nel Chianti abbiamo invece strutturato soggiorni di breve durata, dipende molto dal grado di disabilità e dalle caratteristiche dei partecipanti al progetto – conclude Beneforti – una volta finita la concessione dei due appartamenti (disponibili per 8 anni, ndr), non è escluso la possibilità per la Fondazione di affittarli o di continuare i percorsi di vita autonoma in case lasciate dalle famiglie".
di Redazione
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