IMPRUNETA – Week end molto complicato quello appena trascorso per le abitazioni nella campagna fra Impruneta e Tavarnuzze, dove si è verificata una vera e propria raffica di furti (e tentati furti) in molte case e appartamenti.
"In casa mia – si sfoga uno dei derubati, che chiede di mantenere l'anonimato – hanno disattivato l'allarme e forzato una finestra. Mettere sbarre non serve; gli allarmi (lo cambierò con uno più efficace) vanno aggiornati. Ma io non mi voglio più affidare alle parole".
"I carabinieri – prosegue – venuti a casa mia, mi hanno detto che hanno due pattuglie (una in borghese e una in divisa) per un territorio immenso. Del tavolo della sicurezza… ci posso fare un bel picnic quando a rischio c'è la mia famiglia e le mie (poche) cose".
"Di fatto – dice ancora – il danno è stato minimo: un paio di orologi e un paio di catenine. Ma la rabbia è tanta, tantissima. Vedere poi i miei figli piangere e fare mille domande… è stato avvilente".
"Le finestre si cambiano e si rinforzano – tiene a dire – delle cose si fa a meno, gli allarmi si aggiornano. Ma l'impotenza davanti a questo continuo scempio no".
"Non possiamo mettere webcam pubbliche? – conclude – Le installo private se lo Stato non mi difende, devo difendermi da solo. Con tutte le tasse che paghiamo… . Che vergogna, che Paese".
di Matteo Pucci
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