IMPRUNETA – "Chi parla di un referendum necessario da fare adesso e chi di fusione o di svendita del nostro territorio dice il falso: la gestione associata di funzione con Bagno a Ripoli prende il via su scuola, sociale e disagio abitativo".
La giunta comunale di Impruneta mette in chiaro alcuni passaggi sull'avvio del percorso di gestioni associate con il Comune di Bagno a Ripoli, che tante polemiche sta creando a livello politico (e anche sindacale).
Lo fa con una nota dell'assessore al welfare Francesca Buccioni: “Arrivano in consiglio comunale – dice – per l’approvazione, tre convenzioni che rappresentano la prima strada operativa verso l’esercizio associato di funzioni tra Impruneta e Bagno a Ripoli. Un’azione concreta forte che porterà un assetto organizzativo diverso per due amministrazioni che comunque procederanno in parallelo mantenendo la propria autonomia e la propria identità".
"Ma che in alcuni settori – evidenzia – si incontreranno essendo più razionali, più efficienti; uniformando metodi e metodologie di lavoro; “sfruttando” le reciproche eccellenze e competenze; unificando standard di progetti e di interventi; semplificando l’azione amministrativa iniziando a gestire “a rete” certi servizi; riuscendo ad offrire ai cittadini progetti e servizi migliori".
Poi precisa: "Non si scioglie niente né si fondono i due Comuni, dove una struttura amministrativa (back office) risulta essere unica nello svolgere funzioni e nel porre in essere atti e attività di cui i titolari restano comunque i singoli comuni, che mantengono il presidio, il controllo della propria comunità; gli sportelli e ogni attività di front office".
Quali quindi gli obiettivi del percorso di gestione associata: "Sinergie territoriali funzionali alle attività di programmazione, coordinamento, gestione e controllo risultano ad oggi opportune e necessarie pur nel rispetto delle diversità e delle specificità locali, per razionalizzare la gestione dell’attività amministrativa. Obiettivi ambiziosi, come alto e ambizioso è lo sforzo iniziale anche solo e soltanto nel voler provare a capire questo passo che consolida una scelta già sancita dal protocollo di intesa tra Impruneta e Bagno a Ripoli approvato nel 2012".
"Addirittura – dice ancora Buccioni – nell’ottica futura delle aree cosiddette metropolitane la gestione associata con la sola Bagno a Ripoli risulta già un’operazione di retroguardia rispetto alle sfide della modernità. Ma da una parte dobbiamo iniziare. Augurandoci che sia l’inizio di altre gestioni associate di servizi che potranno/dovranno essere perseguite e ricercate a livello di area Chianti. Funzionerà? Indubbiamente uno degli aspetti che maggiormente può segnare il successo o il fallimento di questa esperienza associativa è costituito dalla disponibilità dei due enti a collaborare effettivamente, sullo stesso livello, a “fare squadra”. Il successo si vedrà solo alla prova dei fatti".
"Per quanto riguarda l’ambito di applicazione delle prime convenzioni – ricorda – i due Comuni vengono già dall’aver avviato e sperimentato un percorso di gestione associata di funzioni amministrative e servizi in materia di politiche sociali (l’esperienza consolidata in ambito Società della Salute) per consentire la piena integrazione delle attività sanitarie e socio-sanitarie con le attività assistenziali di competenza degli enti locali. Così come vi è già omogeneità di intenti in materia di programmazione e organizzazione della formazione dell’attività didattica complementare e della prima infanzia derivante dalle attività della Conferenza Educativa Sud Est, che già ha una visione zonale da più di dieci anni".
"La terza convenzione – prosegue ancora – riguarda il cosiddetto disagio abitativo: visti l’allarme e l’emergenza che si hanno nel sostenere e nel gestire in questo contesto economico e sociale queste necessità, la volontà risulta quella di avere una capacità di risposta per morosità e sfratti immediata ed omogenea e risolutiva. Il focus si sposta da un livello puramente patrimoniale (immobili e case) ad uno interventistico (sociale e progettuale). Un lavoro da fare in sinergia e in condivisione per disporre di maggiori possibilità di risposta. Anche in questo fronte iniziamo lavorando in gestione associata con Bagno a Ripoli auspicando una condivisone ancora maggiore".
"Anzi – conclude – io mi auguro che questa spinta ad una gestione associativa funzionale possa essere avviata anche in altri territori dell’area del Chianti Fiorentino in modo da attuare politiche di più ampio respiro anche nei confronti dell’intero territorio di riferimento in virtù di un maggior peso politico che può essere esercitata nei confronti di tutti gli interlocutori pubblici e privati. La fusione è un’altra cosa … e al momento nessuno ne parla. Almeno… in giunta".
di Redazione
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