IMPRUNETA – "La scuola è bellissima: non è nuova ma hanno ristrutturato un immobile degli anni '60-'70, che oggi rispetta le più stringenti normative anti sismiche. Perché dopo il tremendo terremoto del 20 maggio 2012 in Emila Romagna si è deciso che bisognava ripartire soprattutto da qui, dalla scuola".
E' tornato con un bagaglio di emozioni il sindaco di Impruneta, Alessio Calamandrei, da San Felice sul Panaro: dove sabato 18 gennaio ha rappresentato l'amministrazione comunale imprunetina al taglio del neastro della rinnovata scuola in uno dei comuni più fortemente colpiti dalle scosse.
Era stato proprio su suo impulso (ai tempi del suo ruolo da consigliere comunale), che Impruneta aveva destinato oltre 1.600 euro al Comune devastato dal sisma.
Si trattava dei gettoni di presenza dei primi sei mesi del 2012: tutte le forze politiche presenti in consiglio (e i membri della giunta) dettero la loro disponibilità per aiutare le popolazioni terremotate.
"E' stata una grande emozione – dice Calamandrei al suo rientro – essere lì come uno dei pochi Comuni toscani, assieme a Serravalle Pistoiese, che come tanti altri hanno dato qualche goccia per alimentare una sorgente di ripresa".
"I segni del terremoto – sottolinea Calamandrei – sono sempre lì, presenti, a testimoniare un qualcosa che non verrà mai cancellato, in particolare ho ritrovato tutta la paura e l'emozione nella parole dei bambini. Ma bisogna sempre ripartire, e la rinnovata scuola di San Felice sul Panaro rappresneta la voglia di ricominciare".
"Adesso – conclude – vedremo se e come trasformare questo piccolo aiuto che abbiamo dato a questa comunità in un rapporto più duraturo nel temp, magari coinvolgendo le istituzioni scolastiche".
di Matteo Pucci
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