IMPRUNETA – Anche il comune di Impruneta si appresta a vivere, lunedì 27 gennaio, il Giorno della Memoria.
Che, lo ricordiamo, è stato istituito in Italia con la legge 211 del 2000, per ricordare la data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e commemorare la persecuzione, la deportazione, la prigionia e lo sterminio nei campi di concentramento e per non dimenticare tutti coloro che si opposero, pur in ambiti e schieramenti diversi, al progetto di genocidio, non esitando a salvare altre vite e a proteggere in condizioni difficili i perseguitati, anche a rischio della propria vita.
“E’ fondamentale riuscire – sostiene l’assessore alle politiche della formazione del Comune di Impruneta, Francesca Buccioni – a creare momenti comuni, soprattutto per le giovani generazioni, di riflessione e di conoscenza su quanto accadde allora agli ebrei e a tutti i deportati politici e militari, italiani e non, nei campi di concentramento, al fine di conservare viva la memoria di quel periodo della storia europea e del nostro Paese, perché sia scongiurato per sempre il ripetersi di simili tragedie”.
L’assessorato alle politiche della formazione del Comune di Impruneta ha così messo in programma per i ragazzi delle terze classi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto "Primo Levi" una mattinata dedicata all’approfondimento di questo argomento.
Lunedì 27 gennaio nell’aula polivalente della scuola "Domenico Ghirlandaio" a Tavarnuzze alle 10 si terrà uno spettacolo teatrale dal titolo “La notte”, adattato dal romanzo autobiografico di Elie Wiesel.
“Assieme a “Se questo è un uomo” di Primo Levi e al “Diario” di Anna Frank – spiega l’assessore – questo testo viene considerato nel mondo come uno dei capolavori della letteratura sull’Olocausto. La storia vera dell’autore, un giovane ebreo ortodosso deportato assieme alla famiglia nei campi di concentramento di Auschwitz e Buckenwald nel 1944, diviene un urlo di rabbia e di denuncia contro l’annullamento della condizione umana di cui si trova a esserne un impreparato e incosciente testimone".
I professori Bacci e Bucciardini, dopo una prima parte “teatralizzata” della lettura di alcune parti del libro, svilupperanno le tematiche principali assieme agli studenti, per far produrre proprio a loro quelle riflessioni e quelle domande personali derivanti da un’appassionata quanto dolorosa presa di coscienza di uno dei più terribili eventi della storia dell’umanità.
"Sicuramente il testo e l’ambientazione che saranno teatralmente riproposti a scuola – dice ancora l’assessore Buccioni – dovrebbero favorire la maturazione nei giovani di un senso di responsabilità sulle vicende raccontate. Non un puro esercizio di “celebrazione” o di “retorica” sono gli obiettivi da perseguire in questi appuntamenti con la storia e con la memoria collettiva quando la promozione della pratica di una cittadinanza attiva e consapevole, rispetto alla quale la scuola è senz’altro uno dei luoghi di formazione privilegiata".
"I sentimenti di indignazione che possono scaturire di fronte ad un così orribile crimine – conclude – dovrebbero essere raccolti da tutti e trasformati in energia positiva per costruire una società moderna e democratica, nella quale tutti possano convivere in serenità e armonia. Memoria, Olocausto, genocidio, storia del nostro Paese diventano quindi un monito per ognuno di noi, cittadini, giovani e adulti, perché il comportamento di ciascuno sia sempre ispirato al rispetto degli altri, dei diritti umani, della dignità della persona, dei valori di uguaglianza, libertà e giustizia”.
di Redazione
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