IMPRUNETA – E' ormai guerra aperta fra il sindaco di Impruneta Alessio Calamandrei e il capogruppo de Il Coraggio di Cambiare (e consigliere della Città Metropolitana) Riccardo Lazzerini.
Al centro del dibattito le modifiche che dal 2 aprile riguarderanno il percorso del bus numero 37 dell'Ataf, frequentato tutti i giorni da tantissimi tavarnuzzini già preoccupati per l'allungamento del percorso.
Modifiche attuate dal gestore del trasporto pubblico locale senza neanche avvisare l'amministrazione comunale imprunetina.
Ma, se questa è stata la miccia che ha fatto deflagrare la questione, la "bomba" è stata pronta fin dal lontano 2013, quando le elezioni indicarono il vincitore in Calamandrei, diventato primo cittadino con i voti delle sezioni di Tavarnuzze. In tutte quelle di Impruneta vinse infatti Lazzerini.
Una rottura, quella fra il Pd e la sinistra imprunetina, che da anni dilania il dibattito locale. E che sul bus dell'Ataf numero 37 rischia seriamente di finire sul serio… fuori strada.
Mai infatti si era assistito a uno scontro così duro e personale fra il primo cittadino e il principale esponente dell'opposizione.
"Liquidare un ragionamento politico con l'appellativo di candidato perenne – dice Lazzerini a proposito della definizione sferzante data da Calamandrei – rende chiaro lo spessore politico di chi, da tre mandati (quasi 15 anni), pensa alla verginità come ad una condizione ad uso e consumo esclusivamente personale".
"Credo – prosegue – probabilmente in modo del tutto casuale, però che il primo cittadino abbia centeato un punto: l'avversario politico è vissuto come un nemico da abbattere e mai come una possibile risorsa".
Perché Lazzerini rimanda al mittente le accuse di non aver fatto niente per Impruneta durante i suoi mandati da consigliere provinciale: "Nella mia permanenza all'interno delle istituzioni (Provincia e Città Metropolitana) non ho mai avuto il piacere di essere coinvolto in un processo politico-istituzionale che mirasse all'ottenimento di un bene comune da parte delle succedutesi amministrazioni comunali di Impruneta".
Poi, prosegue sul crinale dell'ironia: "Capisco che parlare di politica con il primo cittadino è come parlare di supermercati all'eremita di "Bifonica"… e questa è la cosa grave; più di una volta abbiamo teso la mano verso battaglie comuni. Giust'appunto la collocazione del plesso scolastico su Impruneta, piuttosto che la riorganizzazione della macchina comunale. Non ultimo il secondo lotto della circonvallazione del capoluogo".
"Attendo ancora – rilancia Lazzerini – una telefonata che possa sancire una battaglia comune per la sua ultimazione".
"La simpatica arroganza – conclude – non risolve i problemi della collettività e la marginalizzazione dell'avversario politico innesca un processo di frattura sociale che negli anni diventa insanabile. Ma purtroppo, dubito che sappia di cosa sto parlando…".
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di Matteo Pucci
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