IMPRUNETA – Nei giorni di mercoledì 12 dicembre e sabato 15 dicembre, prima a Tavarnuzze e poi ad Impruneta nelle sedi dei rispettivi mercati, verrà allestito un banchino per la sottoscrizione popolare della proposta di legge per promuovere l'inserimento dell’ora di educazione alla cittadinanza nelle scuole.
Sabrina Merenda, assessore alla formazione, biblioteca, valori formativi dello sport e politiche giovanili, insieme a Laura Cioni, assessore ai servizi socio sanitari, welfare, salute, casa, immigrazione, integrazione della differenze, pari opportunità e polizia municipale, saranno presenti, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, per spiegare alle persone in cosa consiste la proposta di legge di iniziativa popolare e come contribuire alla raccolta delle 50.000 firme necessarie per la presentazione in Parlamento.
Per i cittadini è sufficiente presentarsi muniti di Carta d’Identità: basteranno pochi secondi per sottoscrivere la proposta di Legge e incidere nella decisione delle leggi che i parlamentari italiani approveranno.
Già dal 20 luglio, in tutta Italia, è iniziata la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Insegnamento di educazione alla cittadinanza come materia autonoma con voto, nei curricula scolastici di ogni ordine e grado” che una delegazione di sindaci ha depositato in Corte di Cassazione il 14 giugno con l'obiettivo di “partire dai banchi di scuola per formare buoni cittadini”.
Il 24 luglio anche l’Amministrazione Comunale di Impruneta ha firmato la proposta di legge popolare, con la convinzione che è importante ricevere un'educazione alla cittadinanza per creare solide basi con cui affrontare i cambiamenti odierni.In realtà, la proposta non è una iniziativa nuova e va meglio spiegata per capirne l’importanza.
Ad introdurre la prima volta l’Educazione Civica obbligatoria nelle scuole fu nel 1958 il Ministro dell’Istruzione Aldo Moro. Lo scopo era far sì che tutti gli studenti di ogni ordine e grado diventassero consapevoli dei propri diritti e doveri, conoscendo le regole del comune vivere e la “condivisione del bene comune”, partendo dai valori e dalle basi della Costituzione, e il funzionamento delle Istituzioni su cui poggia la democrazia.
Purtroppo negli anni '90 tale insegnamento autonomo (allora senza voto) venne soppresso perché ritenuto superfluo. Solo nel 2010-2011 si è tentato di rintrodurre l’Educazione Civica, in modo parziale, inglobandola in altre materie, con una denominazione diversa: “Cittadinanza e Costituzione”.
Ovviamente la proposta odierna non tende a sostituire la responsabilità delle famiglie con quella degli insegnanti: spetta infatti alla famiglia, prima cellula sociale ed educante, formare il bambino verso determinate regole comuni.
Ma anche tutte le altre “agenzie” di formazione, in particolare la scuola, possono trasmettere nuovi strumenti di conoscenza per una rivalutazione di valori e regole, con l’obiettivo di creare una solida coscienza civile nei futuri cittadini, quando raggiungeranno l'età per votare ed essere eletti.
Le tematiche che l’Educazione alla Cittadinanza affronterà, qualora la proposta di legge verrà attuata, sono da identificare, studiare, ampliare rispetto all'Educazione civica che hanno studiato le generazioni precedenti: il mondo è cambiato rispetto a qualche decennio fa e nuove problematiche vanno affrontate.
È importante introdurre temi più ‘semplici’, come la raccolta differenziata o le regole del traffico, la prevenzione delle malattie con l'alimentazione, fino a parlare di evasione fiscale, corruzione, razzismo, omofobia, bullismo. Inoltre, le ore di Educazione alla Cittadinanza possono essere momenti in cui condividere la necessità di parlare di violenza di genere oppure per dedicare intere lezioni alla conoscenza e al rispetto delle problematiche dei portatori di handicap. In modo ambizioso, si potrebbe parlare anche dell'uso consapevole di Internet, di regolazione dei Social e dell’utilizzo appropriato del linguaggio a seconda dei contesti.
Educazione, quindi, ambientale, digitale, alimentare ma anche ai diritti e doveri dei cittadini e dei lavoratori e naturalmente alla conoscenza della nostra Costituzione e dei suoi valori.Se l’Educazione alla Cittadinanza arriverà a rientrare nei quadri orari di 33 ore annuali della scuola (un’ora a settimana) verrà integrata negli orari delle discipline storico-filosofiche-giuridiche già esistenti e l’insegnamento potrà essere affidato ai docenti abilitati nelle classi di concorso sopra citate.
di Redazione
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