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sabato 1 Ottobre 2022
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    Il rappresentante de Il Coraggio di Cambiare snocciola anche i numeri dell’assistenza a Impruneta

    IMPRUNETA – Se ne potrebbe già discutere nel consiglio comunale di oggi, giovedì 26 settembre. Di sicuro però l'interrogazione presentata dal consigliere comunale di opposizione Sandro Bressi (Il Coraggio di Cambiare), fa riferimento a un mondo centrale nella vita delle comunità, ovvero quello del welfare e dei servizi sociali.

     

    "Personalmente – dice Bressi – credo che in generale i servizi sociali non vengono mai sottoposti ad attente valutazioni e scelte da parte delle forze politiche contrariamente a quanto avviene per altri settori quale ad esempio tutto il settore urbanistico. Io invece credo che sia molto importante affrontare l’argomento con la giusta determinazione in quanto si tratta di un settore che non deve considerarsi come una mera attività di assegnazione di contributi per sopperire qua e là ai bisogni delle persone".

     

    "Se così fosse – prosegue – servirebbe solo ed esclusivamente a creare consenso popolare senza ottenere alcun riscontro sull’obiettiva utilità e sulla importanza della qualità che tale servizio deve fornire. Ed in questa direzione mi preme sottolineare che all’interno del nostro movimento politico, Il Coraggio di Cambiare, abbiamo creato un apposito gruppo di lavoro il cui compito è principalmente quello di seguire con attenzione l’evolversi delle situazioni che riguardano il settore sociale, al cui interno sono inserite persone che in tale ambito, nel corso del tempo, hanno maturato una certa esperienza come Laura Cioni.  

     

    "Dalle informazioni raccolte e fornitemi dal gruppo di lavoro – spiega Bressi – è emerso che, nel nostro comune ci sono più di 350 pratiche aperte dal servizio sociale, 7/8 minori affidategli dall’autorità giudiziaria, circa 60 nuclei familiari di immigrati presi in carico, circa 25 minori dei suddetti nuclei familiari di immigrati seguiti anche su ordine dell’autorità giudiziaria"

     

    E ancora, prosegue Bressi, "più di 50 minori con pratiche aperte derivanti da problemi legati alle separazioni dei genitori con richiesta di interventi da parte dei tribunali,  circa 80 soggetti portatori di handicap, circa 160 accessi della fascia "anziani" al servizio sociale, più di 100 accessi alla procedura prevista dalla Regione Toscana denominata “Punto Insieme” per gli anziani non più autosufficienti,  circa 80 pratiche istruite per gli utenti che hanno presentato  una o più richieste di interventi economici".

     

    "E questi sono solo alcuni numeri – evidenzia – che, pur necessitando di un adeguato aggiornamento e riscontro, riguardano il nostro Comune che dal prossimo 13 ottobre avrà a disposizione una sola assistente sociale, dipendente della cooperativa Arca, che si occuperà solamente della fascia "anziani" (oltre 65 anni)".
     

    "Tuttavia – ammette – voglio sottolineare che prendo positivamente atto del fatto che l’amministrazione comunale per cercare di sopperire ad una carenza organica,  al fine di assicurare il servizio anche se parzialmente, si è attivata e sta cercando attraverso un avviso esplorativo di mobilità di personale appartenente alle pubbliche amministrazioni che fosse interessato al trasferimento presso il nostro Comune per la copertura di un posto a tempo pieno col profilo di "assistente sociale" e nel frattempo ha stipulato una convenzione concernente l’affidamento del servizio di somministrazione lavoro alla società Adecco S.p.A.. fino al 31/12/2013 per personale con qualifica di assistente sociale".

     

    "Nel periodo attuale – è convinto Bressi – con l’aumento delle situazioni di allarme della vita quotidiana tutto ciò non basta, bisogna fare di più e quindi bisogna programmare in maniera approfondita l’esigenza del servizio anche col fine di fornire proiezioni per gli anni futuri.  Inoltre, anche se non presente nell’interpellanza sto approfondendo le mie informazioni per chiedere anche perché nel Comune dell’Impruneta non è stato attivato (e non se ne parla) il progetto “Affido Anziani” che prevede un servizio finalizzato al mantenimento dell’anziano nel proprio contesto socio ambientale tramite l’individuazione di nuclei familiari o soggetti singoli disponibili ad assumere l’impegno di rispondere alle esigenze di anziani a loro affidati".

     

    "Le prestazioni specifiche che prevede – conclude – sono riconducibili ad interventi a bassa intensità assistenziale, quali il disbrigo pratiche, riassetto dell’abitazione, preparazione pasti, accompagnamento e compagnia. L’affidamento prevede la concessione di un contributo economico mensile alla famiglia affidataria da attivarsi con risorse diverse rispetto al Fondo Regionale per la Non Autosufficienza".
     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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