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sabato 26 Novembre 2022
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    Timori per le opere nate con il parcheggio. Anche dal punto di vista idrogeologico

     

     

     

    Sono preoccupati i cittadini dei Bottai: perché oltre al cantiere infinito per la realizzazione del nuovo parcheggio, ad oggi aperto solo in pare, si aggiungono quei "laghetti" artificiali nati alle sue spalle che spingono a porsi delle domande.

     

    In particolare di due tipi: sulla sicurezza idrogeologica della collina a monte, con materiale che in queste settimane di pioggia si è staccato per finire dentro i "laghetti"; sul loro contributo, nel periodo estivo, alla proliferazione di zanzare.

     

    A farsi portavoce di questo disagio è Giacomo Basile, che in un lungo intervento inviato al Gazzettino descirve accuratamente (ovviamente dal suo punto di vista) la situazione.ù

     

    "Dopo i Renai – esordisce ironico – nascono i laghetti dei Bottai.… Altro che la piazza di Tavarnuzze e la riqualificazione del centro e Birillo…questo è il vero scoop. Per la gioia di grandi e piccoli, abbiamo nel nostro comune l’'ennesima amenità progettata, realizzata e non finita, della lunga lista di opere eseguite in barba ai piani di stabilità e alle casse dei Comuni in crisi, e delle ditte esecutrici, che falliscono, per realizzare senza terminare manufatti che non servono a un tubo".

     

    "Ai Bottai però – prosegue – vi è una peculiarità e una situazione del tutto nuova. Oltre all’'orrendo parcheggio e alla pensilina, si è pensato di "salvare" l'’esiguo numero di esemplari di zanzare rimasto, implementandone la sopravvivenza, creando alle pendici di “Ripa” una serie di manufatti adatti all’o scopo e dicendo ai cittadini che sono opere necessarie non solo per lo sviluppo scientifico e turistico del loro borgo, ma necessarie anche alla loro sicurezza".

     

    "Infatti – dice ancora ironicamente Basile – si prevede che già dalle prime settimane dell’estate 2013, il numero delle larve e degli insetti attivi, potrebbe essere addirittura quadruplicato, se non di più. Il tutto ben veicolato e opportunamente organizzato, potrebbe portare turismo e sviluppo alle attività produttive della zona. Chi si perderebbe nei futuri week end’s, una gita fuori porta e un pranzo al sacco alle pendici dei Parigi o nei prati di via Luigiana o a Brancolano, per ammirare le variabili e morbide nuvole di zanzarine adolescenti, in cerca di cibo e di compagne per accoppiarsi allegramente fra le facce esterrefatte dei turisti che giuocano a palla o a freesbee".

     

    "E poi – prosegue – ci sono i fanghi…. Infatti il livello dell'’acqua nei laghetti non raggiunge mai il mezzo metro e quindi i fanghi sono assicurati. Il Comune potrebbe dare in uso le spiagge adiacenti guadagnandoci qualcosa, e così facendo con alcuni ombrelloni e due sdraio il gioco è fatto… e la porta del Chianti è pronta".

     

    "Poi – dice ancora – c'’è il fattore sicurezza che non và sottovalutato, e che è stato attentamente compreso e attuato, durante la progettazione delle case popolari di via Cassia interno verso via Luigiana, fatte appositamente sotto il livello del fosso di Riboia, in visione della realizzazione futura dei laghetti scolmatori. Come si dice… due piccioni… con una fava…".

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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