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martedì 29 Novembre 2022
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    Bellissimo lavoro teatral-formativo sul libro scritto 500 anni fa da Machiavelli

    Nell'anniversario dei 500 anni dalla stesura de "Il Principe" di Niccolò Machiavelli, accanto ai festeggiamenti che stanno coinvolgendo in particolar modo San Casciano (Machiavelli visse a lungo il suo esilio a Sant'Andrea in Percussina), si stanno muovendo anche le scuole.

     

    E' il caso delle seconde classi della scuola secondaria di primo grado "Primo Levi" di Impruneta: il 15 marzo scorso 49 ragazzi (vedi foto), hanno messo in mostra il percorso didattico costruito sulla lettura de "Il Principe". Davanti a un pubblico composto da compagni di classe, di istituto, insegnati, genitori e famiglie come pubblico. Dopo aver lavorato con un’associazione culturale di comprovata esperienza e professionalità, Vieniteloracconto, presente da trent’anni sul territorio e che da 25 lavora per e nelle scuole.

     

    Un'associazione che ha realizzato e preparato questo percorso didattico-teatrale raccogliendo la sfida lanciata dall'amministrazione comunale e dal suo assessorato alla formazione. "Il risultato – sottolinea l'assessore Francesca Buccioni – è stato effervescente perché la mia sfida non solo è stata raccolta ma ha portato dei risvolti inaspettati.Segno che quando i ragazzi vengono coinvolti, stimolati, resi protagonisti e poi ascoltati, hanno sempre qualcosa da dire, con il loro linguaggio verbale, mimico, spontaneo, creativo, ma profondo e reale".

     

    Il punto di partenza è stato davvero il testo di Niccolò Machiavelli, scritto nel 1513 all’Albergaccio di Sant'Andrea in Percussina, quando il Segretario della Repubblica Fiorentina si era visto togliere l’incarico e confinato in esilio dalla casata dei Medici. Una vera e propria pietra miliare per molte discipline: dalla politica, all’economia, alle relazioni internazionali e agli studi strategici.

     

    "L’esperienza e la preparazione di Massimo e Paola di Vieniteloracconto – evidenzia Buccioni – hanno portato gli studenti a “tirare fuori” proprio da loro stessi l’idea, l’immagine, le qualità e le caratteristiche che per loro, ragazzi di undici e dodici anni, un Principe oggi deve continuare ad avere. Un Principe di oggi, alla fine, non è altro che un governante, un uomo politico. Dagli esempi dell’immaginario fiabesco da cui è partita la rappresentazione teatrale, (Il Principe Ranocchio e il Principe della Bella Addormentata nel Bosco), passando dalla visione pura e perfetta tecnico-politica-militare del Machiavelli alle considerazioni dei ragazzi che si sono rivelate necessità e valutazioni più che mai attuali oggi".

     

    Ed eccole, dopo l'accurato lavoro di approfondimento e di studio, le caratteristiche fondamentali che un Principe oggi deve (o dovrebbe…) avere: deve essere affabile e gentile, generoso, comprensivo, onesto, intelligente, applicare una legge uguale per tutti. Che sappia e voglia ascoltare i consigli; che sappia trasmettere ideali e valori; bello e magari affascinante; che ascolti il suo popolo; saggio e innovativo; concreto; che abbia una bellezza interiore speciale. Non dovrebbe rubare, stabilire rapporti di fiducia e rispetto con il popolo, non dovrebbe arricchirsi, tenere sotto controllo le tasse… .
     

    Ma sono state tratteggiate anche le caratteristiche che dovrebbero avere quelli che stanno attorno a un Principe moderno, i suoi Ministri e fedeli collaboratori: che siano sinceri; fedeli; capaci di dire la loro idea; che sappiano incoraggiare il proprio Principe; che non siano leccapiedi; che colmino le mancanze del Principe; che abbiano uno spirito di servizio; leali; che trovino il consenso per il proprio Principe; che siano contenti di lavorare per la felicità del popolo.

     

    Le forze dei Principati, degli Stati, secondo i ragazzi si misurano su: su un’economia giusta; sulla tranquillità del Paese; su una giusta ricchezza per tutti; su leggi giuste; sulla Pace; su una buona organizzazione sociale; sulla scuola.

    "Se tutte queste convinzioni che i nostri ragazzi hanno-conclude Buccioni – che io personalmente ritengo speciali perché non falsate, non distorte e non inquinate, si concretizzassero, diventerebbero punti di forza della migliore agenda di governo al mondo. Per me, che semplicemente ricopro “un ruolo da governante” è stato un onore sentire le loro idee. Ognuno di noi dovrebbe sempre mettersi in ascolto della voce dei ragazzi, scoprendosi povero davanti alle loro intuizioni, ignorante di fronte alle chiavi di lettura offerte dalla loro prospettiva".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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