Lettera di Maria Teresa Lombardini (Italia Nostra): “Un accanimento contro questi magnifici animali”

IMPRUNETA – Nei giorni scorsi, dopo le polemiche del 2013, erano ricomparse sotto ai Loggiati del Pellegrino, in piazza Buondelmonti, le reti anti-rondini.

 

Ieri erano già in corso le operazioni per il loro smontaggio: ma quelle reti non sono passate inosservate agli occhi di Maria Teresa Lombardini, attivista di Italia Nostra, che ci aveva scritto questa lettera.

 

E che, ieri, ci chiedeva: "E adesso per tutto il lavoro di installazione e smontaggio… chi paga?".

 

Chi ci governa non fa che annunciare che la cultura e l’ambiente saranno il futuro del nostro paese. I suoi epigoni locali traducono però queste parole d’ordine solo in tasse di soggiorno e sfruttamento dell’ambiente per esigenze immediate.

 

Prendiamo l’esempio delle rondini che hanno affascinato le culture fondanti della nostra civiltà: dai profeti biblici ai filosofi greci e ai mistici dell’era cristiana.

 

Questi uccelli, più prosaicamente, svolgono funzioni essenziali per l’ambiente in qualità di sterminatori di zanzare oltre che di preziosi indicatori della salute dell’ambiente.

 

Una famiglia di rondini, composta da cinque esemplari, divora in una stagione fino a mezzo milione di insetti, zanzare tigre incluse.

 

Ma le rondini non fanno più primavera a Impruneta. Anzi, apparentemente rompono veramente i corbelli ai nostri amministratori e agli operatori locali che, a rigore, dovrebbero essere i primi difensori dell’ambiente, unica risorsa rimasta a questo paese in disfacimento.

 

Probabilmente sorvolando sulle leggi in difesa delle specie in estinzione e forse senza le necessarie autorizzazioni, sono state stese delle orribili reti sotto le Logge del Pellegrino che impediscono l’accesso ai nidi secolari delle rondini.

 

Il tentativo del 2013 scorso in piena stagione di riproduzione, abortito dopo l’intervento delle autorità superiori ma non senza aver causato danni enormi alla colonia, non ha impedito il ripetersi del blitz di cui non si riesce a individuare né la paternità né i finanziatori (il contribuente?).

 

Per aggiungere la beffa al danno, sono stati approntati dei corridoi fra le reti per incanalare le rondini in angoli protetti. Si presume che saranno poi affissi degli avvisi in diverse lingue che le rondini dovranno leggere per usufruirne... .

 

La ragione di questo accanimento contro le rondini può essere forse spiegata dal mistico medioevale che  scriveva «La rondine appare in primavera, quando è trascorso l’inverno, e sul far del giorno cinguetta destando  coloro che sono oppressi dal sonno all’opera e a compiere il bene, gridando: svegliati, tu che dormi, e levati dai morti».

 

Forse è proprio questo richiamo a non piacere al sindaco e alla sua giunta che, a mio parere, finora hanno dormito della grossa almeno a giudicare da come questa comunità sembra scivolare sempre più verso la morte.

 

Qualcuno della giunta ha affermato che le reti sono provvisorie in attesa della palingenesi, ovvero della chiusura dei Loggiati e della loro trasformazione in spazio museale.

 

A parte il fatto che basta la chiusura di un anno per distruggere la colonia di rondini, c’è veramente qualcuno che possa credere a un’affermazione del genere dopo una ventina d’anni di uguali promesse mai mantenute?

 

Comuni ben più attenti del nostro, constatando che le trasformazioni edilizie sono la causa principale di diminuzione delle specie che da secoli nidificano sugli edifici dell’uomo, hanno regolamentato l’edilizia per alloggiare sui nuovi tetti i nidi per le rondini e hanno promosso la costruzione di nidi artificiali per tutti gli uccelli migratori e addirittura di case delle rondini, strutture  in legno costruite nei parchi pubblici.

 

Per queste iniziative non ci sono nemmeno vincoli di bilancio e spese per i contribuenti. Ma tutti sanno che la cultura non si mangia.

 

Maria Teresa Lombardini

(Associazione Italia Nostra)

di Redazione

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