Sette di loro ci scrivono: “Mesi e mesi di dinieghi da Publiacqua. E poi era… un tubo rotto!”

IMPRUNETA – A scriverci sono alcuni residenti in via delle Sodera, che da mesi non riescono a venire a capo di una situazione che li ha fatti letteralmente infuriare.

 

Gianni Melotti, Maria Silva Papais, Italo Mancini, Giulia Vignozzi, Sonia Baldini, Riccardo Lupino e Giulia Nannelli da mesi vedono andare via acqua, acqua e ancora acqua. E oltre alla rabbia per lo spreco, c'è stata anche tutta una serie di conseguenze pratiche.

 

"Tutto – raccontano – è cominciato in fondo a via delle Sodera, con un rigagnolo di acqua che scorreva sul lato sinistro della strada, al quale se ne aggiunse poi un altro sulla diramazione che porta a villa Altovito. Era gennaio, le numerose piogge che si verificarono in quel periodo non consentivano con sicurezza l’origine di tali scorrimenti di acqua".

 

"Ma quando le pioggie si attenuarono – proseguono – apparve chiaro che si trattava di due perdite di acqua. I sottoscritti abitanti della zona, come erano stati costretti assai frequentemente per analoghe situazioni in passato, cominciarono a telefonare al numero verde di Publiacqua per chiedere l’intervento dei tecnici per la riparazione. Questi sono venuti più volte, ma alla fine, facendo un analisi, hanno sostenuto che non si trattava di acqua da loro erogata, ma probabilmente di acqua privata".

 

"E secondo loro – continuano – questa poteva provenire da una vasca all’interno di una villa, forse alimentata da una falda. Ma nel frattempo i giorni passavano, i rigagnoli stavano aumentando la loro portata, sembravano sempre più fiumicelli, i campi sottostanti erano sempre più allagati, la diramazione della strada diventava sempre più impraticabile. E qualche muretto cominciava a cedere, mentre a qualche contatore spesso non arrivava più acqua".  

 

"Quindi – raccontano ancora – sembrando sempre più improbabile che la versione data fosse quella giusta, gli abitanti ripresero a telefonare al numero verde, ma le numerose richieste si infrangevano sempre con la solita risposta degli addetti: la pratica è chiusa, finchè non vengono tolti dalla vasca i pesci per poter analizzare l’acqua all’interno!".

 

Rabbia e frustrazione montavano: "Erano passati nel frattempo tre mesi. Alla fine è stata messa al corrente l’amministrazione comunale, in particolare il responsabile delle manutenzioni, che si è subito attivato. E’ stato  convocato un sopralluogo con lo stesso responsabile, i tecnici di Publiacqua e gli abitanti, durante il quale, dopo lunghe discussioni, è stato alla fine deciso per la situazione più logica e banale: chiudere l’acqua pubblica per qualche ora  e vedere se i fiumicelli si attenuavano".

 

"Dopo circa tre ore – spiegano – è andata proprio così: le perdite sono via via diminuite fino a scomparire. Allora si è individuato il punto di rottura, si è riparato il tubo rotto e si è sistemato tutto!".

 

"Alla fine – concludono – viene da domandarsi: perché in questa circostanza non si è voluto seguire la normale prassi, che del resto il gestore ha sempre praticato? Quale è stato il motivo di tanto “catenaccio”? Si sono persi mesi e una quantità di acqua spaventosa. E alla fine chi paga  tutto ciò è sempre solamente l’utente, che paga le bollette più care di quello che potrebbe essere e magari viene ripreso se bagna qualche… vasello in più".

di Redazione

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