Lettera dei rappresentanti della “Della Robbia”: “Il Comune ci dia date e tempi degli interventi”

IMPRUNETA – Vogliono certezze, chiedono chiarezza. Per loro e, soprattutto per i loro figli. In una situazione, quella delle scuole imprunetine, ingarbugliata e sede di conflitti e polemiche fra le forze politiche.

 

Così Alessandra Pricceri, Angela Corti, Benedetta Masi e Sara Pratesi, in qualità di rappresentanti dei genitori della scuola d'infanzia “L. Della Robbia” di Impruneta, hanno scritto una lettera aperta.

 

"Perché da mesi – dicono – stiamo cercando di capire quali sono le reali prospettive per l'edilizia scolastica nel Comune di Impruneta. Da settembre 2013 la scuola dell'infanzia e la scuola primaria del capoluogo sono state accorpate: la scuola primaria “F. Paolieri” ha accolto nel suo edificio la scuola dell'infanzia, creando una situazione di sovraffollamento che provoca disagio a tutti".

 

"La scuola d'infanzia “L. Della Robbia” – ricordano – è stata chiusa a giugno 2012 con la promessa fatta dall'amministrazione comunale uscente (eravamo in campagna elettorale) che avrebbero eseguito i lavori di ristrutturazione ormai non più rimandabili al tetto e altri interventi necessari alla struttura nel suo complesso, specificando che tali opere sarebbero state cofinanziate da un bando della Regione Toscana per l'edilizia scolastica".

 

"Attualmente però – ci aggiornano – gli interventi previsti nella scuola non sono stati realizzati e l’edificio è stato inserito nel piano triennale di alienazione (vendita) del Comune. Abbiamo traslocato convinti che in uno o due anni saremmo tornati nella nostra scuola in via Roma e insieme agli insegnanti, ai genitori e ai bambini della scuola primaria abbiamo accettato sacrifici e limitazioni nella certezza di avere una prospettiva di uscita".

 

Niente di tutto ciò: "Prospettiva che, già fortemente pregiudicata dal non inizio dei lavori previsti da settembre a dicembre si è infranta contro la comunicazione che il sindaco Alessio Calamandrei ha dato all'interno del Consiglio di Istituto di gennaio, rivendicando l’intenzione di abbandonare l’edificio di via Roma e di costruire entro settembre 2015 la nuova scuola dell'infanzia".

 

Poi, il silenzio: "Da quel Consiglio di Istituto, nonostante numerose sollecitazioni, non abbiamo ricevuto informazioni ufficiali: circolano molte voci in paese e ai cittadini che come noi chiedono chiarimenti il Comune non risponde. Abbiamo bisogno di comprendere quale sarà il futuro delle scuole di Impruneta con comunicazioni ufficiali, corredate di date certe di interventi".

 

"A oggi – ricordano – non abbiamo ricevuto risposta alla nostra lettera del 5 febbraio in cui chiedevamo: interventi ammortizzanti da realizzare in tempi brevi (la cui necessità, a nostro parere è marcatamente evidenziata dall’ultimo incidente avvenuto questa settimana a un’insegnante sugli scalini della scuola); un’assemblea aperta con il sindaco Alessio Calamandrei. L'educazione dei nostri figli non può essere messa da parte, non può essere congelata e fermata: il futuro dei nostri figli è il presente".

 

"Chiediamo al sindaco Alessio Calamandrei – proseguono – che tante parole aveva speso in campagna elettorale sia per la scuola che per la partecipazione attiva della popolazione alla vita civile del paese, di considerare la scuola come un bene comune e come tale a difenderlo, accudirlo e proteggerlo, come noi genitori facciamo con i nostri figli, cercando di formare cittadini, che siano responsabili e capaci".

 

E ancora, "di chiarire la sua posizione in merito alla situazione della edilizia scolastica, attraverso un incontro pubblico, dove ogni dubbio venga chiarito: il sindaco è il responsabile della comunità in cui viviamo e la scuola è parte integrante della nostra comunità".

 

"Noi – concludono citando Matteo Renzi – prendiamo seriamente in considerazione le parole del presidente del consiglio: non c’è cosa più importante che l’edilizia scolastica, la scuola e l’educazione. Serve una stabilità per le aule dei nostri figli. I Governi trovano sempre denaro per tutto, noi lo abbiamo fatto con la scuola e, che piaccia o non piaccia, lo faremo".

di Matteo Pucci

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