IMPRUNETA – Un compleanno importante quello della famiglia Mariani di Impruneta e della fornace MITAL: cent'anni di storia e, nelle celebrazioni di questi giorni, anche un evento che li lega all’artista che dipinge con il vino, Elisabetta Rogai (peraltro incaricata di dipingere con il vino il Drappellone del Palio di Siena).
I Mariani dall’Impruneta hanno portato i loro orci rossi in Palazzo Vecchio, nel cortile di Michelozzo: panciuti e importanti, per niente intimoriti da tanta magnificenza, ma armoniosamente integrati davati alle colonne bianche festonate, gli affreschi, l’acqua della fontana del putto del Verrocchio che sgorga ininterrotta.
Per loro ghirlande di fiori freschi, la fantasia e l’estro di Simone Mencherini, i suoi gioielli magnifici posati con indifferenza sugli orci, perché esce fuori il talento e la creatività del gioielliere che li usa, li plasma a suo piacimento, li orna e li adorna con i suoi splendidi gioielli, chiusi in portadolci che diventano scrigni preziosi, bagliori di terre lontane.
L’artigianato che tutto il mondo ci invidia è qui, perchè anche questa è la storia di Firenze e della sua gente.Impruneta, un paese confinante con Firenze, dove tutto è rosso, sfumature che vanno dal rosa dei tramonti sull’Arno qui vicino al rosso porpora più carico.
Dove si conoscono tutti, e si ritrovano, nella grande piazza del comune, fatta a conchiglia, morbida, quasi una culla, i vecchi, gli uomini e le donne, i bambini, la gente si guarda nel viso, diretta, un oasi sospesa nel tempo, il lavoro li rende unici, in questo borgo millenario, storie di famiglie forgiate sul fuoco delle fornaci, generazioni di uomini che hanno creduto nella terra, l’acqua, il fuoco, la creta.
Elementi che risalgono addirittura ai lavori del Brunelleschi quando il cotto si produceva all'Impruneta fin dal 1098 e il Brunelleschi scelse gli artigiani dell'Impruneta nel 1419 per le tegole e i mattoni della cupola… del Duomo di Firenze.
di Redazione
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