La personale dell’artista fiorentina apre sabato 22 marzo al ristorante “Il Battibecco”

IMPRUNETA – Caleidoscopiche vedute della città di Firenze e iperbolici sguardi sui monumenti più noti della città, sono i temi cari a Silvia Serafini, che stupisce in composizioni d’impostazione futurista.

 

Con circa venti nuove opere, l’artista fiorentina, sarà presente da oggi per oltre un mese con una mostra molto attesa, che s’inaugura sabato 22 marzo alle 17 presso il ristorante "Il Battibecco" di Impruneta, in una personale insolita e da non perdere curata da Daniela Pronestì.

 

Frammenti di strutture architettoniche antiche, frammenti della sua Firenze, rivisitati attraverso la freschezza e la vitalità di colori accesi e squillanti, e le sue finestre, come fossero sguardi interiori su se stessa e sul mondo. L’artista presenta al Battibecco lavori su carta e su tela, di diverse dimensioni, che saranno distribuiti nelle accoglienti sale del noto ristorante imprunetino.

 

"Dopo la mostra che ho realizzato ormai una quindicina di anni fa – racconta l’artista, che è stata allieva di Bona Baraldi – nella vecchia sede del ristorante in via del Moro a Firenze, Gianni e Dante oggi mi hanno chiesto di ripetere una nuova esposizione di miei lavori recenti anche per il loro ristorante di Impruneta".

 

L’artista che vive e lavora a Firenze, dove si è diplomata in Grafica Disegno e Pittura presso “L’Istituto per l’Arte ed il Restauro di Palazzo Spinelli”, e dove ha frequentato la “Scuola libera del nudo” all’ Accademia di Belle Arti, dal 1988 a oggi ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, in gallerie e luoghi pubblici sia in Italia che all’ estero e vanta una vasta schiera di collezionisti in tutto il mondo.

 

La Serafini che ha fra l’altro studiato tecniche antiche, tra cui l’affresco e le tecniche dei grandi maestri, grazie a questa sua grande passione, ha frequentato per anni le migliori botteghe artistiche di Firenze.

 

"Da sempre – continua Silvia Serafini – abbino la mia attività di artista contemporanea a quella di pittrice di quadri antichi. Un lavoro di grande impegno e precisione che però mi da sempre grandi soddisfazioni. Copie d’autore eseguite su commissione per grandi collezionisti, che mi permettono di mettermi alla prova con i grandi temi della storia dell’arte, dalla natura morta alla pittura di vedute e a temi sacri".

 

Scrive di lei Tommaso Paloscia, noto critico d’arte romano trapiantato a Firenze, dove è scomparso nel 2005: “… Scampoli di appunti colorati, velocemente ritratti su un ideale taccuino per note…vi si ritrova l’energia dinamica della configurazione di soggetti diversi, soprattutto in “ briciole “ di architetture fiorentine (la Cupola del Brunelleschi vista in tralice, la facciata di Santa Maria Novella vista a sghimbescio…) che le tecniche miste, su carta o su tela, alimentano in avvincente progressione, quasi che il tempo di operare si faccia per la pittrice di giorno in giorno più avaro stimolandone la velocità di esecuzione…”.

 

Silvia Serafini, che recentemente ha illustrato un’edizione di “Pinocchio” per La Mandragora, ama tantissimo lavorare su carta ed è per questo che usa l’acquerello abbinato a gessetti ed inchiostri colorati, creando effetti di luce unici e nuovi, in composizioni realizzate con gesti rapidi e una tavolozza di colori brillanti.

 

Per informazioni: serafiniarte@alice.it.

di Cecilia Barbieri

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