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martedì 23 Aprile 2024
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    Fu uno dei suoi fondatori. Durissimo: “Non ha niente della lista civica”

    Si è tenuto dentro a lungo quel che pensava. Trattenendolo a stento, a fatica, mentre la rabbia montava. Adesso che la situazione è ormai precipitata, con la nascita del movimento Indignamoci (a cui ha aderito) e le tensioni con la lista civica Obbiettivo Comune, gli attacchi all'ex capogruppo Massimo Bisignano, Italo Mancini, uno dei suoi storici fondatori, ha deciso di dire la sua.

     

    "Da qualche tempo – scrive in una lunga lettera-riflessione inviata al Gazzettino – alcuni componenti di quel che rimane di Obbiettivo Comune hanno messo in atto una campagna denigratoria contro colui che per quasi dieci anni è stato il rappresentante più significativo del gruppo, con risultati egregi e considerazione da parte di tutto il mondo politico imprunetino".

     

    "In particolare – sottolinea Mancini – in questi ultimi giorni mi hanno colpito gli atteggiamenti deprimenti da parte di Roberto Viti, presentatosi in consiglio comunale con un assurdo cartello (che peraltro per sua stessa ammissione non avrebbe potuto esporre, clicca qui per leggere l'articolo) ed ora, ultimamente,  un intervento assai duro da parte del neo segretario Leandro Galletti (clicca qui per leggere l'articolo)".

     

    Mancini tiene a ricordare che "sono stato tra i primi soci fondatori del gruppo (iniziato dallo stesso Viti) sin dal lontano 2002, la cui principale caratteristica era la trasversalità cioè la partecipazione di singoli di ogni provenienza politica, in opposizione all’amministrazione comunale. Mi permetto quindi di dire chiaramente il mio parere essendomi stata sempre riconosciuta la serietà e l’impegno con cui ho sempre  partecipato al lavoro di gruppo ed in particolare alla campagne elettorali sia alle elezioni del 2003 (dove diventai anche consigliere comunale del gruppo) sia a quelle successive del 2008, dove l’impegno fu doppio nonostante non mi fossi candidato".

     

    "Ed in particolare – tiene ad evidenziare – sostenevo la candidatura di Viti, del quale sono amico da lunga data. Impegno che non fu profuso, sempre per sua ammissione dallo stesso perché non credeva che riuscissimo a prendere tanti voti, come invece facemmo: per cui proprio Viti non fu eletto per un pugno di voti. Nella stessa campagna elettorale (allora contemporanea con le elezioni politiche) ebbi l’amara constatazione che alcuni componenti, in modo scorretto ed allo stesso “banco”, mescolavano in modo assai controproducente gli interessi del “partito” di appartenenza a quelli del gruppo,  per cui al termine ho subito cessato l’attività di Obbiettivo Comune abbandonando il consiglio direttivo. Poco tempo dopo, diciamo un anno, anche lo stesso Roberto Viti, per varie discordanze e in buona parte per rallentata passione, si allontanò dal gruppo e quindi, se fosse dipeso da lui, Obbiettivo Comune si sarebbe sciolto già allora. E questo è importante perché stante anche lo scarso impegno di cui sopra, assolutamente non  giustifica l’arroganza con la quale pretende le dimissioni di Bisignano, per beneficiarne come secondo classificato".

     

    Un beneficio che vorrebbe dire ingresso in consiglio comunale (da parte di Viti) per gli ultimi mesi di legislatura. Al posto di un Bisignano che, dopo avr abbandonato la lista civice ed aver fondato (insieme ad altri) Indignamoci, adesso è nel Gruppo Misto.

     

    Secondo Mancini "Obbiettivo Comune ha proseguito quindi la sua attività “zoppo” sin da quasi subito, con Bisignano unico consigliere, ma soprattutto con grandi incomprensioni e lotte tra i pochi componenti del direttivo rimasti. C’era l’assoluta diversità di vedute tra gli stessi, in particolare da una parte Luciano Lepri e Aldo Toti,  “grandi vecchi navigatori” , ormai da quasi 40 anni sulla scena dell’andamento comunale, all’opposizione , ma spesso in parallelo o insieme alla vecchia guardia dell’attuale amministrazione comunale, quindi da considerare con gli “stessi meriti e demeriti”, e dall’altra Bisignano e Zorn".

     

    "Questo – ricorda – fino alla recente rottura: ormai gli interessi erano diametralmente opposti. Venendo a mancare lo scopo principale del gruppo, cioè la trasversalità, in quanto i componenti di ideologie di sinistra erano tutti usciti, il gruppo si sarebbe dovuto sciogliere, ma non avendo la necessaria struttura statutaria per la dovuta attuazione, i rimanenti si sono arrogati il diritto di proseguire. Ma a mio giudizio il gruppo non ha più nulla della lista civica e Obbiettivo Comune sembra più un raggruppamento di alcuni partiti di centro-destra".

     

    "Ed allora – conclude – Galletti di cosa parliamo, con che diritto volete incolpare Bisignano di aver voluto affossare Obbiettivo Comune? Tu stesso hai ben poco partecipato durante il tempo: inoltre  la storia dice che a cominciare da Viti e a seguire,  altri si erano di fatto allontanati per incompatibilità e atteggiamenti irriguardosi, non consoni ad un gruppo, e certamente non da parte di Bisignano. I cittadini ne dovranno tener conto!".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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