Il segretario Bellacci: “Il Comune ha operato con correttezza”. L’ex sindaco Beneforti: “A testa alta”

IMPRUNETA – Dopo le assoluzioni nel processo di primo grado nell'ambito del procedimento sulle opere (in particolare la pensilina e la rimessa per le bici) realizzate nel contesto del parcheggio dei Bottai (clicca qui per leggere l'articolo) anche il Partito democratico di Impruneta esprime la sua soddisfazione per questa prima verità giudiziaria.

 

Lo fa con una nota diffusa dal segretario dell'unione comunale Stefano Bellacci, che ricorda anche come "molte domande restano senza risposta. Una su tutte (senza voler entrare nel merito della vicenda giudiziaria): si può tenere in scacco la popolazione dei Bottai per tutti questi anni per un fatto che non sussiste?…". 

 

Poi Bellacci va a ritroso nel tempo: "Il progetto rientra nei lavori autostradali del Lotto 6, non è un'opera di ricaduta ma è considerato funzionale al traffico autostradale. Come tale infatti viene inserito nell'Accordo Procedimentale del 1999 tra Autostrade per l'Italia, Regione Toscana, Provincia di Firenze e i vari Comuni interessati dal raddoppio autostradale da Calenzano ad Impruneta".

 

"Tra l'altro l'accordo – continua Bellacci nella sua cronistoria – fu firmato dal Comune di Impruneta in extremis, nell'ultima seduta, perché l'amministrazione sosteneva che fosse preferibile la bretella ed era contraria al raddoppio dell'A1. Quando fu chiaro che tutti gli altri enti avrebbero firmato, l'amministrazione di Impruneta si mise ad un tavolo di trattativa ottenendo, oltre ad altre ricadute minori, il prolungamento delle gallerie di Pozzolatico, il parcheggio dei Bottai, il parcheggio scambiatore, la pista ciclabile, il Parco Pali. E, anni dopo, la piazza di Tavarnuzze".

 

"L'accordo Procedimentale – dice ancora Bellacci – affidava ai Comuni solamente il compito di occuparsi della corretta destinazione urbanistica delle aree soggette ad intervento (e il Comune nel 2002 approva apposita variante per il parcheggio) mentre affidava ad Autostrade per l'Italia l'intera progettazione degli interventi, sotto la supervisione del Comitato Tecnico di garanzia, formato dai funzionari di tutti gli enti firmatari dell'accordo, e infine l'approvazione dei progetti era di competenza dell'Anas (che approvò il progetto del parcheggio insieme a tutto il lotto 6 nel 2004)".

 

"Sui progetti riguardanti il proprio territorio – continua il segretario comunale del Pd imprunetino – l'amministrazione comunale doveva dare solamente un parere informale di gradimento, che fu raggiunto in riunioni con la commissione consiliare e in una assemblea pubblica tenuta a Tavarnuzze nel 2002, senza che nessuno facesse obiezioni, né estetiche né funzionali. Il parere positivo fu esplicitato poi dal rappresentante del comune nel comitato tecnico di garanzia. In seguito all'approvazione di Anas fu consegnata l'area per i lavori". 

 

Poi ritorna al processo che ha visto, lunedì scorso, mettere il primo punto fermo: "Molte e variegate erano le accuse mosse sia ai funzionari del Comune che a quelli di Autostrade per l'Italia, volte a dimostrare che il parcheggio era stato realizzato senza titolo autorizzativo e senza autorizzazione ambientale".

 

"Oggi – rivendica in conclusione Bellacci – con l'assoluzione, perché il fatto non sussiste, di tutti gli accusati l'operato dell'amminstrazione appare corretto in ogni suo aspetto, come corrette appaiono anche le procedure seguite da Autostrade e da Anas. Non solo: questo dimostra come le amministrazioni che si sono succedute in questi lunghi anni abbiano sempre lavorato perché il passaggio dei cantieri autostradali fosse non solo una criticità ma anche un guadagno per i cittadini di Impruneta e ad oggi i due semi svincoli della Firenze-Siena, la piazza di Tavarnuzze, il sottopasso di Colleramole, i flauti di Pozzolatico e, si spera a breve, anche il parcheggio dei Bottai sono lì a dimostrarlo". 

 

Molto contenta (e non potrebbe essere altrimenti) dell'esito di questo primo grado di giudizio anche Ida Beneforti, sindaco di Impruneta dal 2003 al 2013, che ha vissuto sulla propria pelle tutta questa vicenda.

 

"Sono veramente contenta  – dice Beneforti – di questa sentenza, da cui escono a testa gli uffici comunali e in particolare modo l'architetto LeonelloCorsinovi, a cui va tutta la mia gratitudine; ma anche la giunta e l'amministrazione comunale vedono confermato in pieno il loro operato, sempre attente al rispetto della legge e delle procedure". 

 

"La sentenza – conclude Beneforti – chiude la bocca a chi ha sparato sull'ecomostro, sugli sprechi e sulla mala gestione della situazione e spesso ha cercato di specularci sopra. Il percorso realizzativo del parcheggio ha avuto molte traversie e molti intoppi, ma l'amministrazione comunale è sempre stata in prima fila insieme ai cittadini per sollecitarne la realizzazione, che era ai passi conclusivi prima che fosse fermata dall'intervento della magistratura". 

 

"Da oggi invece – riprende infine Bellacci – a noi, insieme al sindaco Alessio Calamandrei e a tutta la sua giunta, spetta il compito di stare al fianco dei cittadini dei Bottai per far si che i lavori riprendano nel più breve tempo possibile".

di Matteo Pucci

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